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Il Sedano Nero di Trevi - Lo stato della ricerca
Relazione dott. Gildo Castellini - gennaio 2005

Successivamente pubblicata, in:
AA.VV., La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione, Edizioni 3A-PTA Pantalla, Perugia 2005, pagg. 57-58
Volume presentato nell'Aula Magna dell'Università di Agraria il 24 giugno 2005
 

Sedano Nero di Trevi - piante "incartate"

SEDANO NERO DI TREVI
Apium graveolens L. var. dulce (Mill.) Pers

Il sedano nero di Trevi

Storia e tradizione

Notizie storiche          La sagra    

Mostra mercato               Ricette

Ne hanno parlato

Relazione Castellini Trevi e  Perugia, 2005

Caratterizzazione Genetica Trevi, 15/10/2004

Prodotto tipico Trevi, 15/10/2005

Delegazione Università svedese - 2008

Presentazione a La prova del Cuoco 2008
Al Salone del Gusto - Torino 2008

Ne hanno scritto

F. Francolini - Bacteriosi del sedano, 1928

Gildo Castellini -Umbria Agricoltura 12/2003

Nunzio Primavera in Campagna Amica

AA.VV., Il Sedano Nero di Trevi - Un prodotto umbro di eccellenza -17/10/2008

A Trevi, in una porzione pianeggiante di valle compresa tra la romana Flaminia e il famoso Clitunno, si coltiva il sedano nero di Trevi, un prodotto di qualità, ricco di storia e tradizioni che, in condizioni opportune, potrebbe aspirare a ricevere un marchio di riconoscimento.

L’aggettivo “nero” deriva dalla caratteristica fisiologica ancestrale di mantenere le coste verdi fino a maturazione (varietà “non autoimbiancante”) se non sottoposte ad “imbianchimento”, pratica agronomica realizzabile mediante molteplici tecniche alternative di eziolamento; la maggior parte delle attuali varietà commerciali sono invece del tipo “autoimbiancante”. Il sedano nero di Trevi viene coltivato con tecniche tradizionali a basso impatto ambientale e ad alto impiego di mano d’opera su terreni molto fertili, particolarmente vocati alla coltivazione di specie orticole.

  Sedano Nero di Trevi - Campo di sedani in ottobre
Foto: Dott. Oriana Porfiri, Ottobre 2004

 

La storia del sedano nero di Trevi è in gran parte nota. Documenti probatori, risalenti alla fine del XIX secolo, attestano inequivocabilmente l’esistenza della coltivazione locale di tale ortaggio, l’importanza commerciale e la notevole qualità del prodotto. Dopo la seconda guerra mondiale, con l’arrivo delle varietà commerciali autoimbiancanti, la coltura autoctona entra in crisi e, per iniziativa della Pro Trevi, nel 1965, allo scopo di rilanciare la produzione, venne istituita la mostra mercato del sedano nero di Trevi, sagra paesana che si celebra ogni anno la terza domenica di ottobre. Attualmente la coltivazione di questo ortaggio è praticata perlopiù da pochi vecchi agricoltori su una superficie modesta, tuttavia non mancano esempi di giovani imprenditori intraprendenti e molto motivati, decisi a conservare e tramandare la coltura del sedano nero e le tradizioni culturali ad essa indissolubilmente legate.

Presso il Dipartimento di Biologia Vegetale e Biotecnologie Agroambientali dell’Università degli Studi di Perugia, su questa varietà, è in corso uno studio, iniziato nel 2003, relativo al progetto “Valorizzazione delle risorse genetiche della Regione Umbria”(sottoprogetto “La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione”), la cui attività di ricerca può riassumersi nei punti seguenti:

  • studio dell’origine, domesticazione e biologia di Apium graveolens L.

  • ricerca storiografica relativa alla coltivazione del sedano nero di Trevi; caratterizzazione varietale mediante marcatori genetici a livello morfologico (direttrici UPOV, Union Internationale pour la Protection des Obtentions Végétales), citogenetico (FISH, Fluorescence In Situ Hybridization) e molecolare (AFLP, Amplified Fragment Lenght Polymorphism) e relativa analisi statistica;

  • valutazione del grado di similarità genetica tra accessioni locali e commerciali;

  • salvaguardia della biodiversità ed applicazione di strategie di conservazione del germoplasma on farm ed ex situ;

  • indagine sul territorio finalizzata all’individuazione di eventuali progenitori selvatici di A. graveolens L.

Per la caratterizzazione morfofisiologica del sedano nero di Trevi è stato realizzato, nella zona d’origine, presso l’azienda agricola dei F.lli Finauro, un campo sperimentale a blocchi randomizzati in cui sono state messe a confronto accessioni di germoplasma locale e commerciale.
 

  Sedano Nero di Trevi - Impollinatori - Campo sperimentale
Foto Castellini, 2004

 

 

Sulla base delle conoscenze acquisite è possibile concludere che il sedano nero di Trevi è un prodotto locale con elementi di tipicità e tradizione derivanti da un lungo e continuo processo di conservazione e miglioramento condotto dagli agricoltori trevani. La ricerca sulle origini storiche, la caratterizzazione varietale e la valutazione del grado di similarità genetica con altre selezioni coltivate, progenitori selvatici o altre specie affini rende possibile una più accurata descrizione dei caratteri relativi a tale germoplasma. Lo studio e la ricerca condotti non hanno esaurito tutti gli aspetti legati alla coltivazione, all’importanza alimentare ed alla filiera del prodotto. Tuttavia le conoscenze acquisite consentono di includere il sedano nero di Trevi tra i prodotti di qualità umbri che derivano dalle produzioni locali più rappresentative in termini di tipicità, identità territoriale e tradizioni rurali, destinati a conseguire il riconoscimento da parte della UE.

tali requisiti, infine, sono validi per iscrivere la varietà locale sedano nero di Trevi nell’istituendo Registro Regionale per la tutela delle risorse genetiche autoctone di interesse agrario (LR n. 25/2001).

Allo scopo di divulgare tale ricerca sono state prodotte pubblicazioni su riviste di settore ed articoli vari su quotidiani locali e nazionali e sono stati realizzati incontri pubblici, seminari didattici e, nelle relative sezioni di conferenze nazionali, poster sul tema: “Caratterizazione genetica del sedano nero di Trevi”. Un'ampia documentazione (testi e foto) relativa alla ricerca condotta sul sedano nero di Trevi è disponibile in rete sul sito www.protrevi.com (link su www.agr.unipg.it/biodiversitaumbria).

Se i risultati di questa ricerca verranno confermati da ulteriori riscontri, il sedano nero di Trevi potrà essere incluso nella tipologia  proposta da Falcinelli in questa pubblicazione..(1)

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Aggiornamento: 15 aprile 2016.
 
Note
.1)"Tipologia 1. É la più completa, poiché la tipicità è dovuta sia al genotipo, sia all'ambiente, sia alla tradizione. In Umbria sono ascrivibili a questa tipologia tre prodotti locali: la lenticchia di Castelluccio di Norcia, il farro di Monteleone di Spoleto e la fagiolina del lago Trrasimeno."
Falcinelli M., Introduzione,. in: AA.VV., La biodiversità vegetale in Umbria e la sua conservazione, Edizioni 3A-PTA Pantalla, Perugia 2005, pag.14