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Il teatro 
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 Il Teatro Clitunno
 La Filodrammatica e i gruppi
 Le memorie di un filodrammatico di Augusto Bartolini
 Premio Città di Trevi

 

La tradizione teatrale a Trevi si perde nella notte dei tempi. Già in epoca romana si ha notizia di un teatro o forse addirittura due.

Lo storico Svetonio, nella Vita di Tiberio narra che alcuni cittadini trevani ricorsero all'imperatore per dirimere una controversia per la destinazione di una somma avuta in eredità. I ricorrenti la volevano impiegare per costruire una strada, mentre era stata lasciata per fabbricare un nuovo teatro.
L'imperatore decise che venisse rispettata la volontà del testatore.1
L'autore non ci dice se poi il nuovo teatro venne realmente costruito (anche se all'epoca non doveva essere tanto facile contraddire l'imperatore, potrebbero essere intervenute altre circostanze ad impedirne la costruzione), ma se si parlava di un nuovo teatro, sicuramente ne esisteva gi uno vecchio.

Un documento epigrafico esistente nell'Antiquarium di S. Francesco conferma inequivocabilmente l'esistenza del teatro romano. Si tratta di un cippo in travertino che doveva fungere da base alla statua di Lucio Succonio. L'iscrizione, oltre a ragguagliarci sulle varie magistrature e gli incarichi ricoperti dal personaggio, attesta che il monumento fu eretto con il denaro raccolto da "scabillari anziani (veteres a scaena) della quarta decuria". Gli scabillari erano suonatori di "scabillum" (letteralmente: sgabello) strumento a percussione che si applicava al piede. Se c'erano ben quaranta suonatori anziani di un solo tipo di strumento, il teatro non doveva essere nemmeno tanto piccolo.

La letteratura locale ricca di opere teatrali, per lo più a soggetto religioso, dalla metà del '600 a tutto il '7002 . E a quell'epoca risale una diatriba tra il Comune e la famiglia Valenti che gestiva un teatro all'interno del palazzo comunale e vantava dei diritti sullo stesso 3

Il Bartolini 4 dà notizia di teatrini tenuti da Religiosi al Collegio Lucarini, all'orfanotrofio di S. Bartolomeo, al convento di S. Martino e di un "Teatro Clitunno" in uso nel 1830, del quale non si conosce neppure l'ubicazione.

La costruzione di un nuovo teatro a Trevi dette nuovo impulso alla locale filodrammatica che addirittura si costituì in società. L'attività teatrale coinvolgeva numerosissimi cittadini che, anche non prendendo parte attiva alla recita, collaboravano in vario modo offrendo mobili e suppellettili per le scene.

Nel 1912 arrivarono a Trevi due attori di fama internazionale, Luigi Biagi e Giovannina Aliprandi, che fu maestra di Eleonora Duse. La Filodrammatica con simili maestri fece un notevole salto di qualità e prese il nome di Luigi Biagi quando, purtroppo dopo appena un anno, l'attore morì.
 

Oltre che sede naturale per rappresentazioni teatrali ( prosa e lirica), questo luogo è stato, fin dalla costruzione il centro di aggregazione sociale per ogni tipo di manifestazione culturale o ricreativa. Sono memorabili i veglioni degli anni Trenta e Cinquanta, animati dalle più note orchestre e vedettes nazionali. Nel 1965 e 1966 ospitò i maggiori artisti italiani in occasione del Premio Città di Trevi
Con alterne vicende la Filodrammatica resistette fino al 1954 (ormai la Televisione aveva iniziato regolari trasmissioni!) sostenuta dalla passione e dalla straordinaria cultura del compianto Augusto Bartolini, il cui nome è legato al monumento dello scibile nazionale avendo collaborato all'Enciclopedia Italiana per le voci del Teatro Americano.


Un veglione della fine degli anni '30


Nell'immediato dopoguerra sorse una seconda filodrammatica, organizzata e diretta da Mario e Ugo Bonaca, denominata I Periferici, poiché operava con attori prevalentemente abitanti nelle frazioni, certamente non meno bravi dei colleghi di città.
Furono anni esaltanti e tumultuosi di simpatica emulazione, ma anche di collaborazione tra le due compagini che misero in scena alcuni lavori scambiandosi qualche attore. I Periferici ebbero vita breve per impegni fuori Trevi dei fratelli Bonaca, che ne furono ideatori, animatori e sostenitori.

Nel 1945 e1946 si registrano applaudite "riviste" studentesche messe in scena dai giovani locali.

Oltre alle innumerevoli benemerenze che le  le filodrammatiche ebbero nella promozione umana e culturale degli attori e della cittadinanza, ci piace ricordare che Mario Bonaca riuscì a coinvolgere l'architetto futurista e scenotecnico cinematografico Virgilio Marchi il quale, oltre alle memorabili scenografie di varie opere teatrali legò il suo nome a Trevi con la stesura di progetti per la costruzione della scuola elementare di Bovara e l'ampliamento dell'Ospedale (inedito '98).

Trevi, Italy. Teatro Clitunno, Carnet di ballo
Carnet di ballo 1951

 

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Aggiornamento: 15 aprile 2016.
 

Note
1) Svetonio, Vite dei Cesari - Tiberio, 31.
[31] Quaedam adversvs sententiam suam decerni ne questus quidem est. Negante eo destinatos magistratus abesse oportere, ut praesentes honori adquiescerent, praetor designatus liberam legationem impetrauit. Iterum censente, ut Trebianis legatam in opus noui theatri pecuniam ad munitionem uiae transferre concederetur, optinere non potuit quin rata uoluntas legatoris esset. 
http://www.dracones.ro/?operatie=subiect&locatie=izvoare_latine&fisier=Suetonius_Caius_Tranquillus_-_Vita_Tiberi

2) Natalucci,D. Historia... di Trevi, c. 1217, 1218, 1220, 1221, 1223, 1229.
3)
Sperandio, B. Cronaca della costruzione del teatro Clitunno di Trevi in:  Il restauro del teatro Clitunno di Trevi, Regione Umbria, s.d.-(1993?)-, pag. 17.
4)
Bartolini,A. Memorie di un filodrammatico, Assisi, 1971, pagg.10, 11.