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Tiberio Natalucci
Musicista (1803- 1868)
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Nacque a Trevi il 3 giugno 1806, da Giuseppe Natalucci, di antica famiglia trevana e Silvia Paglia di Civitacastellana. Gli fu imposto il nome di Tiberio, Vincenzo, Andrea, Maria Melchiorre.1. Laureatosi in giurisprudenza all'Università di Roma per avviarsi alla professione di avvocato, non seppe sottrarsi alla innata passione per la musica. Studiò al Conservatorio di Napoli dove ebbe per maestri Mercadante, Crescentini, Zingarelli e Donizetti. Nel 1831, riavutosi a stento da una grave malattia, tornò a Trevi, recandosi poi saltuariamente a Roma, dove, tra l'altro, rappresentò al teatro Valle il suo melodramma «Il viaggio di Bellini» riscuotendo lusinghieri applausi. La madre lo richiamò definitivamente in famiglia anche per le cure del patrimonio domestico, e dal 1838 rimase sempre a Trevi. |
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Nel 1847 condivise gli allori con Rossini in Mantova, Piacenza, Pavia e Milano dove gli inni popolari del Natalucci (Edizione Ricordi) in onore di Pio IX, prodotti accanto a quelli dell'immortale Rossini, furono con indescrivibile entusiasmo ovunque applauditi. Fu nominato maestro compositore onorario dell'Accademia di S. Cecilia per le sue composizioni classificate «perfette». Il grande Liszt gli scrisse: «Voi possedete da maestro il grande stile e il bello stile». Fu socio dell'Accademia dei Quiriti, della Filarmonica di Roma, e delle Scienze, Lettere ed Arti di Napoli. La morte, che lo colse quasi improvvisamente, fece, ahimè,annullare la stampa delle sue numerose composizioni consegnate all'Editore Francesco Lucca di Milano. Nella Chiesa delle Lagrime, che spesso echeggiò della sua musica, una lapide nella parete sinistra del presbiterio ricorda la vita e le opere, e l'universale compianto della sua dipartita: «A Tiberio Natalucci morto il 10 febbraio 1868 di anni 61 m. 8 g. 7, gran maestro di musica, valentissimo nella sacra che lo rinomò in Italia, cittadino benemerito per gli offici pubblici con integrità sostenuti, per la illustrazione della patria istoria, per incremento dato alle arti, all'agricoltura; pio, caritatevole, generoso, da tutti compianto; la consorte Adelaide, il figlio Giuseppe, i fratelli Francesco, Luigi l'onorario tumulo posero in questo tempio che mai vide tanta frequenza di popolo quanta d'ogni dove accorse al funere solennissimo che qui dedicar ai meriti del defunto 50 giorni dopo la morte gli amici, i discepoli ed esimi colleghi nell'arte musicale graziosamente dall'Italia convenuti». La bella cornice della lapide è sormontata dal busto, che la tradizione dice somigliantissimo; termina nel basso con lo stemma della antica e nobile famiglia Natalucci; ai lati reca strumenti musicali. Come ricorda la lapide, il 1 ° aprile 1868 i maggiori artisti del tempo resero solenni onoranze al maestro nella chiesa della Madonna delle Lagrime con musica dello stesso Natalucci. Tra gli artisti trovavasi il famoso maestro Giovanni Sgambati suo allievo. Quando poi fu costruito il nuovo Teatro Clitunno, il popolo di Trevi volle che nel fastigio della facciata venisse apposto il bronzeo medaglione recante l'effigie del mai dimenticato, benemerito, illustre concittadino.
Fu sepolto in S. Francesco nella tomba che accoglie anche il suo
illustre avo
Durastante.2
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Della sua cospicua produzione rimangono più di 160 manoscritti in possesso dei famigliari discendenti. Almeno 137 opere a stampa sono reperibili presso varie biblioteche (ricerca Autore:"Natalucci, Tiberio" in http://www.internetculturale.it/moduli/opac/opac.jsp)
Si ha memoria di alcune esecuzioni a Trevi:
Messa con 40 voci Nella chiesa di S. Emiliano in occasione della venuta
del papa a Trevi (1856)
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Come amministratore pubblico a Trevi ebbe varie incombenze, alcune particolarmente delicate, portate a termine con successo. Secondo il Bonilli la frazione di Cannaiola deve a lui "eterna gratitudine per averla liberata dalle acque che ne facevano poco più che una palude". Riorganizzò la banda cittadina (1839).5 Eletto "Confaloniere" (1842).6 Membro della Commissione Araldica (1844).7 responsabile per i festeggiamenti per l'elezione di Pio IX (1846).8 Consigliere Comunale e deputato alle strade (1853).9 Assessore Comunale delegato per il regolamento della Società di Mutuo Soccorso di cui fu fondatore (1861)10 Delegato "per la Ferrovia" a Torino (1862)11.
Emulo del suo avo Durastante, raccolse diligentemente molte notizie sulla Patria in "Indicazioni storiche e memorie"12, manoscritto in casa Natalucci, e pubblicò due opuscoletti a stampa: Documenti inediti di Storia umbra, Foligno, 1861 e Studi sulla storia di Trevi, Foligno, 1865 |
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Note 2) Zenobi, Carlo, Storia di Trevi 1746-1946, Foligno, 1987, pp. 223 e segg. 3) ivi, pag. 196 4) ivi, pag. 200 5) ivi, p. 171 6) ivi p. 173 7) ivi p.175 8) ivi, p. 176 9) ivi, p. 189 10) ivi, pag. 210 11) ibidem 12) ivi, p.5 |