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Il Vinsanto


Etichetta di Vinsanto (Da Giustozzi, Lo sapevate che ..., 13° volume,  2011)



D
iscendente diretto del trebbiano è il Vinsanto, un passito dall'aroma inconfondibile, un tempo prodotto e confezionato per la vendita da quattro o cinque grossi proprietari, ma prodotto per il consumo proprio da moltissime famiglie trevane.
Nelle soffitte e nelle cantine di vecchie case si trovano ancora i "telarini" per appendere l'uva, il torchietto e il prezioso "caratello" che trasmetteva al vino l'aroma caratteristico.

 

 

 

 

 

Botttiglia di Vinsanto del 1907.
L'etichetta, purtroppo danneggiata, con lo stemma dei conti Valenti e la data "1907" fu stampata dallo "Stab.P Casetti e C° - Roma"
La bottiglia non è stata mai stappata e contiene ancora pochi centilitri del prodotto originale: la maggior parte è andata persa attraverso il tappo in parte deteriorato.
(Botttiglia fornita da Domizio Natali, sindaco di Campello sul Clitunno, novembre 2014)

 

 

 

 

 

 

Pubblicità del Vin Santo dei Conti Valenti di Trevi nell'Ultima pagina della "Torre di Trevi" del 6 agosto 1899
 

Il Trebbiano di Trevi e il Vinsanto

Ne hanno scritto:

"Nel trevano o nella pianura di Trevi, e più specialmente a Cannaiola e a San Lorenzo si ha il trebbiano con qualche carattere diverso da quelli del descritto [Trebbiano o Spoletino], che si coltiva nel piano spoletino.
Il trebbiano di Trevi ha gli acinelli molto più ovali, la foglia di un verde un poco più scuro, il tralcio gracile e di un colore plumbeo, gli internodi, un poco più lunghi e si matura perfettamente alla metà di ottobre. Con il solo trebbiano a Trevi fanno un vino santo squisito, il quale ha un gusto è un'aroma speciale, che lo diversifica da qualunque altro vino santo".
De Bosis Francesco (1879), Relazione intorno ai lavori della Sotto-Commissione ampelografica per il circondari di Spoleto eseguiti nel 1878, in Ministero d'Agricoltura, Industria e Commercio, "Bullettino Ampelografico", fase. XII, anno 1879, Roma, Tipografia Eredi Botta, p. 437

"Con questa varietà [Trebbiano] si fanno i vini più prelibati e fra essi il vino Santo, come ad esempio a Trevi, e quivi tale vino raggiunge speciale pregio"
Fazi Francesco (1890), La distillazione del vino e delle vinacce nella Provincia dell'Umbria, Foligno, Stab. Tip. Feliciano Campitelli, p. 844

"Ed è forse un Trebbiano quello da cui si ottiene a Trevi, alla piccola Trevi ridente, alta, inerpicata tra gli olivi, un vin santo delizioso, ricco di sottile e speciale aroma"
Baldeschi Guglielmo (1893), / vitigni ed i vini dell'Umbria, in Circolo Enofilo Italiano, Roma, "Annuario Generale per la Viticoltura e la Enologia", anno H, Roma, Tipografia nazionale di G. Berterio, p. 29

"Con il Trebbiano appassito si fabbrica il famoso vin santo di Trevi che ha acquistato una certa e meritata celebrità nella categoria dei vini liquorosi"
Francolini Francesco (1908), La Valle Spoletina e le sue condizioni Economiche-Agricole (Studio di economia rurale), Savona, Tipografia Elzeviriana, p. 91

Da una ricerca del prof. Luciano Giacchè, che ringraziamo sentitamentePietrarossa 28/6/2014

 

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