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I Colori dell’Olio 2003terza edizione -  Museo della Civiltà dell’Ulivo di Trevi

I profumi nell'antichità e le essenze usate oggi

Mostra fotografica sui risultati degli scavi della missione archeologica italiana a Pyrgos, nell’Isola di Cipro
prorogata fino al 31/3/2004

ORARIO: ottobre-marzo, 10,30/13 e 14,30/17; 
aperto venerdì, sabato e domenica

Vedi anche: La mostra dei reperti  23 giugno –12 novembre 2006

VISITA AL CANTIERE DI SCAVO- Cipro, 4 ottobre 2006               
 

 

Una nota sui profumi della Dott.ssa Maria Rosaria Belgiorno, Direttrice della Missione Archeologica Italiana del CNR a Cipro e Primo Ricercatore dell’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR.
L'argomento, trattato dalla ricercatrice nella conferenza del 25/10/2003 (vedi programma delle manifestazioni), viene qui riportato integralmente per gentile concessione dell'Autrice.

 

Gli oli profumati erano usati in Egitto fin dalla fine del IV millennio a.C. Sebbene le tombe predinastiche fossero semplici fosse nel terreno, esse già contenevano insieme alle tradizionali offerte di cibo e bevande per il morto, cosmetici, profumi e ingredienti per la loro preparazione: resine, limoù, ginepro, hennè, semi oleosi e resine di conifere importate.

In un a tomba reale di Abido (3000 a.C. circa) furono trovate giare contenenti resine di conifere disciolte in olio e grasso animale. L’uso dei profumi si diffuse rapidamente in tutto il Mediterraneo, incrementando un fiorente commercio di essenze grezze e lavorate provenienti da vari paesi.

Ma furono quasi certamente gli Egiziani ad inventare la boccetta portaprofumo , l’Alabastron, piccolo vaso di alabastro che conservava al fresco e al buio preziosi oli profumati. La forma caratteristica a goccia con larga imboccatura a colletto svasato, adatta riportare all’interno del vasetto eventuali sgocciolature del suo prezioso contenuto, ebbe una diffusione immensa e fu replicato prima in terracotta e poi in vetro secondo le mode, gli stili e i tempi delle diverse civiltà mediterranee.

In alcune tombe della necropoli di Saqqara, in Egitto, databili all’antico Regno, sono venuti alla luce rilievi con rappresentazioni di massaggi eseguiti con olio d’oliva, mentre la scena dipinta nel tempio di Niuserre, mostra il re che si fa massaggiare i piedi con olio d’oliva profumato.

Sulle mura della stessa tomba vi è rappresentata la produzione dei profumi e le giare contrassegnate con i geroglifici dei profumi che contenevano, noti, all’epoca, come i 

Sette Sacri Olii: l’olio del “Festival, l’Hekenu, il Sefeti, il Nekhensem, il Tewat, l’olio di “Cedro e l’olio “Libico.

Tali sono riportati nei Testi delle Piramidi, le più antiche scritture religiose del mondo.

Dai testi Egizi abbiamo anche memoria della provenienza degli ingredienti più famosi: La “mirra” importata da Punt, l’odierna Somalia, fu presto aggiunta ai sette famosi profumi. Ma molte altre essenze erano importate da Punt: il laudanum, la resina di therebindo, il cinnamon e il franchincenso.

I Minoici e poi i Micenei impararono certamente dall’Egitto ad apprezzare i profumi e ad usarli come prezioso dono per le diverse divinità, lasciandocene testimonianza scritta sulle tavolette in lineare B.

La colta civiltà Greca e poi quella Romana elaborarono preziosi profumi dopo aver imparato l’”arte” dalle officine egiziane.

Marco Antonio regalò a Cleopatra una fabbrica di profumi in omaggio al suo sapere sull’argomento, infatti Cleopatra fu l’autrice di un libro di ricette per profumi “Cleopatra gynaeciarum libri”. La fabbrica di profumi di Cleopatra si trovava all’estremità Sud del Mar Morto a 30 Km da Ein Gedi dove furono scoperti vasi con residui di antichi profumi.

Per quanto riguarda l’uso dell’olio d’oliva per i profumi è curioso notare che gli antichi Romani classificavano l’olio di oliva in cinque qualità: “oleum ex albis ulivis” proveniente dalla spremitura delle olive verdi (il cosiddetto onfacium) adatto alla fabbricazione dei profumi, “oleum viride” proveniente da olive raccolte a uno stadio più avanzato di maturazione, ma pregiato ed utilizzato nei rituali religiosi, “oleum maturumm “ proveniente da olive mature (il più adatto all’alimentazione), l’oleum caducum proveniente da olive cadute a terra (considerato un olio di seconda scelta) e “oleum cibarium” proveniente da olive quasi passite, destinato all’alimentazione degli schiavi.

Giuseppe Donato, direttore del Laboratori di Archeologia Sperimentale del CNR di Roma.1 e Monique Seefried, curatrice della Near Eastern Art at Memory University”, rifecero molti profumi usando i recipienti di Cleopatra e i risultati delle analisi dei residui trovati nei contenitori trovati nella fabbrica di Ein Gedi.

Per fare antichi unguenti il prof. Donato e la dr. Seerfried usarono i metodi antichi e le ricette tramandate da Plinio il vecchio.

Presero petali di fiori, legni profumati, semi ed essenze mescolate ad olio di oliva finissimo ottenuto dalla spremitura delle olive acerbe del mese di agosto (il famoso onfacium) e lasciarono le singole misture a “maturare” al caldo, alla temperatura di 30-40°C per diversi giorni. Poi, pressarono il tutto in contenitori di fibra vegetale ed estrassero le preziose essenze conservandole come nella più remota antichità in preziose bottigliette di alabastro e lapislazzuli,per ricordare come nell’antichità il profumo aveva prezzi elevatissimi e poteva costare più dell’oro.

Dalla loro meticolosa ricerca.2 apprendiamo che tre erano I profumi più diffusi all’epoca di Cleopatra e che i migliori erano prodotti ad Alessandria sotto il controllo diretto della dinastia Tolemaica:

  • il Regale Unquentum, risalente al 3000 a.C., rinvenuto in una tomba di Ur, contenente Calamo, mirra, legno di rosa, balsamo, maggiorana, spezie ed essenze di fiori provenienti da lontanissimi paesi come la Cina, l’India e la Malesia;

  • il Susinum, l’olio di lillà famosissimo al tempo e alla corte di Cleopatra;

  • il Ciprinum, olio estratto dai fiori dell’Hennè cipriota (specie di Ligustro) dalla profonda fragranza di limone.

A questi si può aggiungere per fama:

  • il Rodinium, l’olio di rose che sembra abbia origini persiane.

Dei profumi antichi si conoscono inoltre.

  • L’Elegipcium, profumo forte e duraturo,incolore come i profumi pregiati, con aroma di cannella e mirto. Se era invecchiato più di dieci anni valeva più del prezioso contenitore che lo custodiva. Non è certo che fosse fabbricato in Egitto, ma certamente era venduto ad Atene nel V sec. a.C.

  • L’Elmendesianum, profumo egiziano originario di Mendes, città sul delta del Nilo. È un profumo forte di olio di balano (ghianda), mirra, casia, resina, con una punta di cannella. Simile all’Elegipicium.

  • Il Metopium, profumo di Gàlbano, dall’aroma intenso solitamente ottenuto nell’olio di mandorle amare, amatissimo dai Fenici.

  • Il Susinum, presente anche nelle iscrizioni geroglifiche, è citato da Dioscòride e usatissimo al tempo della XXVI dinastia, come il principale ingrediente del Lirio. Della sua composizione abbiamo due ricette, una di Plinio e l’altra di Dioscòride. È un profumo molto liquido di uso prettamente maschile.

  • L’ Irinum era composto soltanto di olio d’oliva in cui erano stati macerati i fiori dell’Iris. Anche di questo abbiamo due ricette, una di Plinio e l’altra di Dioscòride, ma quest’ultimo dice che per essere buono deve contenere soltanto petali di Iris e che ogni altra essenza ne disturba il fresco aroma. Consiglia però di tingerlo di rosso con i semi dell’hennè e di farlo riposare molto tempo poiché quello invecchiato 20 anni era sicuramente l’optimum.

  • Il Cyprinum era il profumo di Hennè, forse uno dei più famosi, a base di olio di oliva verde (l’onfacium prodotto con le olive acerbe del mese di agosto), Cardamono, Calamo, (giglio giallo) aromatico, Hennè, Aspàlato (legno di aloe) e Resina. Di questo profumo abbiamo tre ricette, una di Teofrasto, una di Plinio e una di Dioscòride. Era logicamente verde e poteva mantenere il suo aroma inalterato per quattro anni. Fu considerato uno degli ingredienti principali, insieme al Megaleion, al Cinamonium (cannella), al Mirtinum (mirto), al Rodinon (rosa) e alla Salvia per la creazione dei profumi “personalizzati”

Per quanto riguarda Cipro, sembra che le principali essenze prodotte nell’antichità fossero oltre al Ciprinum,

  • l’Amarakinon e il Sampsuchinon, entrambi basati sulle essenze di maggiorana e origano, aromi che ancora oggi vengono prodotti ed esportati da Cipro.

 


Separatore per l'olio rinvenuto a Pyrgos

 

Sul mercato mondiale tutti i profumi in commercio si possono raggruppare in dieci famiglie a seconda della predominanza di una delle seguenti fragranze, riportate in ordine alfabetico.

  1. L’Aldehydic in profumi moderni sintetici associati a quelli floreali, destinati ad un uso femminile come Chanel No.5 ,Interdit, Rive Gauche, White Linen e Cerruti Femme 1881

  2. La Chypre, ovviamente ispirata ad Afrodite, composta da aromi classici antichissimi come il patchouli e la quercia, il bergamotto e l’olio di sandalo, il laudano, il gelsomino e la rosa come Miss Dior, Femme, Cabochard e Ysatis per il consumo femminile e Polo di Ralph Lauren e Montana.

  3. La Citrus, dall’aroma aspro di cedro e bergamotto e vari agrumi, come il 4711, Monsieur di Givenchy e Armani per gli uomini e Dior’s Eau Frache, Eau de Patou e de Lancome per le donne.

  4. La Floral, misto di fiori come Joy, l’Air du Temps, Fracas, Fidji, Giorgio e Blonde

  5. La Fougre, a base di erbe, usato principalmente per i profumi maschili come Paco Rabanne, Cool Water e Michael Jordan

  6. La Fruity Floral, moderna famiglia di profumi a base di aromi di frutta, basato principalmente su quello di pesca. Dedicato alle adolescenti come Lauren e Amazone.

  7. La Green, composta da fragranze fresche e naturali che comprendono il pino, la menta e le erbe odorose, come Vent Vert, Chanel No. 198, Alfred Sung, Safari, Grey Flannel e Fahrenheit.

  8. La Leater/Cypre in cui l’aroma del cuoio è fuso con quello della famiglia principale Chiare. Di stampo molto sofisticato, compare nella composizione dei profumi classici come Bandit, Miss Dior, Equipage, Calche e Aramis.

  9. La Musk, famiglia caratterizzata da aromi sensuali a base di olio di muschio, tratto dalle ghiandole del cervo maschio che viene oggi creata artificialmente. Di uso maschile, ne sono esempi Gendarme, Jovan’s Musk e CK.

  10. L’Oriental che comprende molte e essenze di aroma caldo come la vaniglia, l’ambra grigia (tratta dalle balene), l’ambra e le spezie orientali, di cui sono esempi Shalima, Must di Cartier, Obsession, Youth Dew, Opium e Lou Lou.

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Vedi anche: La mostra dei reperti  8 luglio –12 novembre 2006
                                VISITA AL CANTIERE DI SCAVO- Cipro, 4 ottobre 2006

 


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Aggiornamento: 04 dicembre 2017.
 
Note
1) Istituto Scienze Sussidiarie dell’Archeologia, attualmente ITABC-Istituto Tecnologie Applicate ai Beni Culturali.
2)
Giuseppe Donato, Monique Seerfried, The fragrant past: Perfumes of Cleopatra and Julius Caesar. Atlanta, Emory University, 1989.