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Casa Centamori
(GiÓ Poli e Parriani )

La casa sorge in via dei Setaioli, a ovest del complesso isolato comprendente la chiesa di S. Emiliano e la casa parrocchiale. La facciata principale Ŕ di modesta altezza, ma rispetto alla sottostante via dell'Orticaro Ŕ di due piani pi¨ alta e svetta sulle altre costruzioni tanto che le finestre ad ovest e la loggia hanno la pi¨ completa visione panoramica sulla valle umbra.

La facciata molto semplice Ŕ ornata da un imponente portale con bugne in mattoni.

Oltre al portale la soluzione architettonica pi¨ rilevante Ŕ il portico dell'atrio con il soprastante loggiato.

Il salone era adornato di un magnifico camino cinquecentesco finemente scolpito1, purtroppo andato ad ornare la casa di una nobildonna romana nei difficili anni dell'immediato dopoguerra. Probabilmente era stato adattato con pietre scolpite per un altare o un grande tabernacolo, essendovi raffigurate spighe di grano e grappoli d'uva, origine delle specie eucaristiche2.

Trevi, casa Centamori. Atrio
Casa Centamori - Atrio
Come molti edifici del centro storico, la costruzione Ŕ impiantata su case di epoche precedenti; nei seminterrati sono visibili infatti resti tre-quattrocenteschi.

La casa fu portata allo stato attuale da Agrippa Poli nel 1570, come attesta la lapide nell'atrio di fronte all'ingresso:
AGRIPPA POLVS MARCELLI FILIVS DOMVM A FVNDAMENTIS COLLABENTEM RESTITVIT.

La Famiglia Poli, proveniente dal castello di Fratta (ora nel comune di Montefalco), Ŕ documentata nel 1560 per un incarico pubblico affidato a Marcello Poli.3 che aveva sposato Tiburtina Valenti - della pi¨ illustre famiglia di Trevi ľ come dalla lapide sopra riportata.

In una stanza corre su tre pareti un fascione con un'iscrizione in grandi caratteri capitali:
O MORTALES OMNES SED IPSE TRIVMPHANS CECUS AMOR PHARETRIS VINCIT ET IGNE DEOS.

Vi si trovano dipinti gli stemmi delle famiglie Bovarini-Valenti e Salvi

Tra i suoi membri annovera alcuni dottori ( Gasparo e Pietro Paolo) alla fine del 16░ secolo.4

Nel 18░ secolo la casa pass˛ al dottor Innocenzo Parriani, la cui famiglia era imparentata con i Petroni, e forse si deve a questo fatto la presenza di uno stemma Petroni nell'atrio.

Verso la metÓ del XIX secolo pass˛ di proprietÓ di Settimio Centamori.

Una piccola lapide marmorea murata nel portico dell'atrio, fatta incidere negli anni Settanta dall'allora proprietario Mario Tomassini, narra che la casa fu di proprietÓ dei principi Mario Gabrielli e Carlotta Bonaparte e che pass˛ poi in proprietÓ del secondo marito di Carlotta il medico Settimio Centamori, cameriere di cappa e spada di papa Leone XIII, quando nel 1865 Carlotta morý. Nel 1889 la casa pass˛ alla seconda moglie del Centamori, Domenica Rossi e da questa poi ai suoi eredi Rossi Tomassini.

Un documento del nostro archivio comunale, consultato da C. Zenobi .5 precisa che fu il Centamori ad acquistare la casa di Trevi. Se ne discusse il 16/4/1855 quando la Commissione Araldica decise alla unanimitÓ l'ammissione del Centamori al ceto patrizio locale. Tra i pregi determinanti per l'esito della decisione vengono annoverati le costanti virt¨ morali, i meriti scientifici, l'elevata fortuna posseduta, il nobile maritaggio e infine l'acquisto nella nostra cittÓ di una abitazione per passarvi con tutta la sua famiglia la parte estiva dell'anno.

Casa Centamori ospit˛ nel periodo estivo, per il primo quarto del Novecento, l'illustre scultore Cesare Aureli che don˛ alla cittÓ tre opere: un busto di S. Francesco al convento di S. Martino, la statua del Redentore alla chiesa di S. Emiliano e il gruppo in gesso Galileo e Milton al museo comunale.

Nel 1999 la casa Ŕ passata dai Tomassini a Bruno Rubeo, noto scenografo prematuramente scomparso. Ora Ŕ diproprietÓ dei signori Burns-Schooling.
VilleGiardini di Gennaio-Febbraio 2007 ha dedicato un ampio ampio servizio alla nuova sistemazione della casa.

 

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Aggiornamento: 15 aprile 2016.
 
Note

1) Don Aurelio Bonaca, La Piaggia di Trevi, notizie storiche; Il patrimonio artistico del Comune di Trevi Foligno, Salvati, 1942, pag 39. ź╔ da notare l'esistenza di due bellissimi camini, eseguiti forse da Mastro Rocco o dalla sua scuola, uno nel Palazzo Centamori e l'altro nella casa Maggiolini, giÓ Manenti. Nei tempi in cui Mastro Rocco da Vicenza lavorava nell'Umbria, fioriva nella nostra regione una schiera di artisti che si denominavano i Lombardi
2) Comunicazione orale del proprietario Mario Tomassini nel 1971.
3)
D. Natalucci, Historia ..di Trevi, 1745, c.611

4) Idem, c. 1076 e 927

5) C. Zenobi, Storia di Trevi 1746-1946 , Foligno, 1987, pag. 186