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Chiesa di S. Stefano in Manciano     giubil03.JPG (5965 byte)itinerario giubilare

Trevi, Italy. Manciano, Chiesa di S. Stefano, vista da sud.
Vista da sud

I ruderi dell'antica chiesa dedicata a Santo Stefano in Manciano di Trevi si trovano a quota 527 sulla cima del colle omonimo, prospettante sul Fosso Rio che segna il confine con Foligno.
Nel periodo delle lotte tra comuni importante era la sua posizione strategica come avamposto a nord del territorio di Trevi, con vista su Foligno e un buon settore della valle e possibilità di controllo dei valichi a nord-nordest di Trevi, da sempre tanto importanti e trafficati, che aprivano la via verso la Marca di Ancona e il ducato dei Varano di Camerino.
Rimangono solo le mura perimetrali della chiesa, l'elegante abside semicircolare e la cripta. Dell'antica abbazia adiacente restano soltanto pietre erratiche.

Non rimane traccia del campanile che da un documento del 1610 risultava devastato dalla folgore.
La costruzione si può far risalire al secolo XII. É una delle più imponenti tra le numerosissime costruzioni dell'epoca.
Come le chiese coeve, è perfettamente orientata con l'abside a est e la facciata a ovest. La posizione asimmetrica dell'abside rispetto all'asse della costruzione e la facciata con due portali denotano un ampliamento, verso il lato sud, con conseguente abbattimento della originale parete laterale alla destra di chi entra.
L'ottima tessitura muraria, con ben lavorati blocchi di compattissimo calcare locale, denota un'accurata costruzione anche della parte ampliata successivamente

Trevi, Italy. Manciano, Chiesa di S. Stefano, interno.
L'nterno invaso dai rovi

Trevi, Italy. Manciano, Chiesa di S. Stefano, porta laterale.
Porta laterale

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L'arco a tutto sesto di una porta laterale nella parete sud permette di datare l'ampliamento a quando ancora non erano stato adottato nella regione l'arco policentrico dello stile gotico e pertanto la parte più recente della costruzione si deve far risalire a prima della metà del secolo XIII.
I portali della facciata sono stati puntigliosamente smontati e non si ha memoria di come fossero in origine.
All'interno della parete nord, fino ai primi anni '80 si potevano individuare ancora tracce di colore su qualche brandello di intonaco superstite, mentre non si riescono ad individuare le imposte dei tre arconi che sostenevano le travature.
Testimonianze orali raccolte negli anni '70 attestavano che intorno al 1920 la chiesa era ancora officiata seppur saltuariamente. Un cacciatore ricorda che nel 1956 esisteva ancora "verso l'abside" un residuo del tetto, sotto cui si era riparato da un acquazzone.

 

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Aggiornamento: 24 gennaio 2008.