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Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

31 - PUNIZIONE DELLA COLPA ROBA MALAMENTE ACQUISTATA     (pagg. 102-104)

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Nota: Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

 

1.

 

 - Chi la fa la paca; - e

 - 'Gni male paca la pena; - e

 - Ch'intorbida l'acqua se la bêe.

 Chi commette la colpa ne paga il fio.

 

2.

 

 - In quistu munnu ce sta scrittu un pattu: Quello che fai te vene rifattu.

 Ab alio expectes alteri quod feceris. (SYRUS)

 

3.

 - Chi più ne fa, più n'aspetta.

 

4.

 - Chi ce stette ce n'ebbe.

 Chi prende parte ad una cattiva azione, condivide, di solito, la pena.

 

5.

 - Tante e non più.

 

6.

 - Tante ne fa il gallettu, finché ce lascia il beccu.

 

7.

 - Dura il marfà, non dura chi lo fa.

 

8.

 

 - A le tre canta lu gallu.

 Dopo il fallo ripetuto viene, di solito, l'ora del pentimento. L'apostolo Pietro tre volte negò Gesù, e finalmente pianse amaramente il suo peccato. Da qui è derivato il proverbio.

 

9.

 - L'urdima le paca tutte; - e

 - Tutte vengu' bene, forché l'urdima.

 

10.

 - Paca lu giustu pe' lu peccatore.

<103>

11.

 - L' ingannu va a casa dell'ingannatore.

 

12.

 

 - La vendetta de Dio non arrìa in fretta: ma poviru quill'omu che l'aspetta.

O giustizia del ciel, quanto men presta, tanto più grave sopra il popol rio.

                                                                            TASSO: Gerus. c. XIX).

 

13.

 - La pena è zoppa, ma pure arrìa.

Franc.

 - La punition boite, mais elle arrive.

 

14.

 - Chi sputa in ardu gli arcasca sulla faccia.

  Chi mi offende nuoce a se stesso.      (SALOMONE)

Franc.

 - Qui crache en l'air, il lui revient sur le nez.

 

15.

 - Li castighi de Dio 'n s' arparano (non si riparano).

 

16.

 - Quanno Dio ce vô castigà' ce toje d'ogni sintimentu.

Lat.

 - Quos Deus perdere vult dementat prius.

 

17.

 - Dio non paca lu sabatu, ma la domenica matina n'avanza gnente niciunu.

 

18.

 - Peccatu vecchiu e pinitenza nova.

 

19.

 - Lu peccatu 'n ha fattu mai furtuna.

 

20.

 - Lu peccatu strica (distrugge) la roba e le famije.

 

21.

 - La bastima struje le famije.

 

22.

 - De gente ch'arinfaccia, Dio non ne vole razza.

 

23.

 - Chi antri tribula, in se stessu non riposa.

 Culpam poena premit. (ORAZIO: 2-IV, od. 5)

 

24.

 - Chi ad altri tesse 'nganni, sé prepara molti affanni.

<104>

25.

 - La roba dell'antri distruje la sia (la propria).

 

26.

 - La farina de lu Diavulu addiventa cenere; - e

 - La farina de lu diavulu 'n ha fattu mai bon pane.

Franc.

 - Bien mal aequis ne profite jamais.

 

27.

 - Chi d'antri se veste prestu se spoja.

Tosc.

 - Chi dell'altrui si veste, ben gli sta, ma presto gli esce.

 

28.

 - La roba come vêne se ne va.

Lat.

 - Male porta male dilabuntur.

 

29.

 - Stola, pistola e mola priestu vene e priestu vola.

 

30.

 

 - Chi ruba pe' magnà' ha sempre fame; chi ruba pe' vistì va sempre nutu.

  Alii rapiunt... at semper in egestete sunt. (SALOMONE: Proverbi).

 

31.

 - Lu saccu de lu latru 'ns'arrempe mai.

 

32.

 - Roba fatta a furtu, durabit tempore curtu.

 

33.

 - La roba mal'acquistata sarà da Dio scemata.

 

34.

 - Li quattrini guadagnati la domenica distruju' quilli dell'antri giorni.

 

35.

 

 - Li quatrini de la mammana finiscu' come quilli de li preti.

 

 

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