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Proverbi Umbri raccolti da Oreste Grifoni

32-  CHIESA - ECCLESIASTICI - ROBA DI STOLA     (pagg. 104-109)

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Nota: Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.

 

1.

 

 - Do' sta lu Papa, sta la Chiesa.

  Ubi Petrus, ibi Ecclesia. (S. AMBROGIO)

 

<105>

   

 2.

 

 - La barchetta de S. Pietro va sempre in altu.

    Ecce ego vobiscum sum usque ad consumationem saeculi. (S. MATTEO: 28)

 

3

 

 - Papa Sistu non perdonò mancu a Cristu.

 

4.

 

 - Chiesa, cammera, comunità: se pôi 'nte ce 'mpiccià.

 

5.

 

 - In conclave chi entra papa esce cardinale.

 

6.

 

 - Se a lu vescuvu de Terni je casca lu pastorale, je va for de diocesi.

 La diocesi di Terni è molto ristretta.

 

7.

 

 - Santi in Chiesa e diavuli in casa.

 Molte cose tollerabili, forse, in casa, non si possono tollerare, senza grave scandalo, in chiesa. Gesù diceva: «Domus mea, domus orationis vocabitur».

 

8.

 

 - Vita da prete, vita da santu.

 È una giusta esigenza.

 

9.

 

 - È meju 'n bon secolare ch'un cattìu prete.

 

10

 

 - Fa' quel ch'il prete dice, e no' quel ch'il prete fa.

   La vita del sacerdote è talora in contradizione con i suoi insegnamenti.

 

11.

 

 - Lu prete 'nse danna mai solu.

    La sua vita non sempre esemplare trascina alla dannazione delle anime.

 

12.

 

 - L'odiu pritinu non perdona mai.

Abruz.

 

 - Odiu de priviti, tigna de frati, rogna d'abreji, è miserere mei.

 

13.

 

 - Rocchettu e cotta, sempre borbotta.

 I preti coi frati non vanno mai d'accordo.

 

<106>

   

14.

 

 - Preti, frati e passeri, do' li trói ammazzali.

Pugl.

 

 - Con prete, frate e cane, sempre la mazza in mane.

Calab.

 

 - Cu monaci, previti e cani statti co' li vastuni a li mani.

 

 

Ricorderò soltanto, ai sostenitori della mazzola, che un Francesco d'Assisi, un. Tommaso d'Aquino, un beato Angelo da Fiesole, un Lodo vico Antonio Muratori, un S. Paolo della Croce, un S. Alfonso Maria de' Liguori, un Giuseppe Parini, un Daniele Camboni, un Vincenzo Gioberti, un Guglielmo Massaja. un Giacomo Zanella, un San Giovanni Bosco, ecc., furono tutti sacerdoti, passati gloriosamente alla storia, i quali usarono delle energie e del genio delle loro menti, della santità e della carità dei loro cuori, del loro ardimentoso coraggio,

<107>

 

per il trionfo dell'arte, per la santificazione delle anime, per il sollievo dei sofferenti, per insegnare ai selvaggi il cammino vero della religione e della civiltà. E mi sono ristretto alla sola Italia.

 

15.

 

 - Preti spretati, frati sfratati e cavuli riscallati, non furono mai boni.

 

16.

 

 - Dio te sarvi dall'acqua e dal ventu e da 'n frate fôr de commentu.

 

17.

 

 - Frati sfratati, o 'ccisi o 'mpiccati.

 

18.

 

 - Preti, frati e pulli, non furno mai satulli.

 

19.

 

 - Non murì mai un monico de fame, ma de 'ndigestione.

 

20.

 

 - Dall'abitu se capisce lu monicu.

 

21.

 

 - Li sicriti de li frati non li conosce niciunu.

    I religiosi tengono molto ai segreti del loro convento.

 

92.

 

 - 'Li frati stô bene, finché non so' malati.

   Nelle loro malattie sono, in genere, non poco trascurati.

 

Ted.

 

 - Un frate non serve l'altro.

 

23.

 

 - All'ombra de lo campanile fuma lu caminu.

 

24.

 

 - Cappotta nera non va a lettu senza cena.

 Il sacerdote, per la grazia di Dio, non é, in genere, destinato a soffrire per mancanza dei cibi.

 

55.

<108>

 

 - Pasta asciutta vô il sordatu, morti grassi vô 'l  curatu.

26.

 

 - Li preti se moru' de friddu.

 I parenti, avidi di roba, li denudano anche prima che siano spirati.

 Hisce oculis vidi...

 

27.

 

 - De lu prete chi ne vôle un pezzu e chi un moccone.

  Molti, specialmente i parenti, hanno il falso concetto che la roba dei sacerdoti sia la roba di tutti.

28.

 

 - Frapija sta in commentu, ma Fradà non ci sta.

 I religiosi per la loro vita di povertà, sono più facili a prendere che a dare.

Questo proverbio contraddice alle parole che il MANZONI (Promessi sposi, c. 3) mette sul labbro -di fra' Galdino: «Noi siamo come il mare che riceve acqua d a tutte le parti e la torna a distribuire a tutti i fiumi ».

 

29.

 

 - Chi all'altare serve, dell'altare vive.

Lat.

 

 - Qui altari inservit, de ipso altari vivere debet.

 

30.

 

 - Broccoli e pridicatori, dopo Pasqua 'nso' più boni.

 

31.

 

 - Vôi un fijo tristu? Mittilu a servì Cristu.

 

32.

 

 -'Seminaristi, furbi e tristi.

 

33.

 

 - Lettu de commentuale (conventuale) e cucina da cappuccinu.

 

34.

 

 -Pranzu da frate e vita da cavaliere.

 

35.

 

 - La roba de la cotta, vêne 'l diavulu e se la porta.

Tosc.

 

 - Roba di Chiesa, roba di stola, presto la viene e presto la vola.

<109>           Spagn.

 

 -Los dineros del sacristan, cantando sen vien, cantando sen van.

 

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