Home - ProTrevi Appuntamenti Ricettività11 E-mail ProTrevi

Famiglia Ubaldi

 

Nella seconda metà del 1700 la casa, le proprietà e lo stemma dell'antichissima famiglia Lambardi passarono alla famiglia Ubaldi. Forse in seguito ad un matrimonio con l'ultima erede dei Lambardi, o per altra causa a noi ignota.

Il canonico Don Luigi Ubaldi, Lorenzo Ubaldi e suoi eredi furono ascritti al ceto patrizio della Città di Trevi, su istanza del comune di Trevi, per supplire al vuoto lasciato dalla scomparsa di molte famiglie nobili. Siccome, per legge, i componenti del consiglio comunale dovevano estrarsi dal ceto nobile o dal ceto dei cittadini, essendovi penuria di queste due classi, si incontravano difficoltà a trovare gli amministratori. Nel 1844, oltre agli Ubaldi, altri nove nobili furono ascritti al patriziato di Trevi.1.

Gli Ubaldi, provenienti da Spoleto, a cui rimasero sempre legati, ricoprirono cariche importanti nel nostro Comune: nei primi anni del '900 Giuseppe (5/10/1862 - 26/2/1917) fu sindaco.

Le ultime discendenti della famiglia Ubaldi di Trevi sono Anna Maria e Maria Adelaide. La prima sposò il Prof. Antonio Bonadies, senatore della Repubblica e lei stessa fu Sindaco di Trevi per un breve periodo nel 1965; Maria Adelaide sposò l'ing. Arnoldo Negri e vive a Roma.


Stemma della famiglia Ubaldi.2

Ritorna alla PAGINA INDICE                                         Ritorna alla pagina STEMMI

Y01
 

Note: Veduta del salone in occasione della mostra TREVI ex Vero -Trevi Flash Art Museum - Ottobre 1993 - Dal catalogo di Giancarlo Politi editore


Associazione Pro Trevi - I-06039 TREVI (PG)
E-mail: protrevi@protrevi.com
© 1996-2017 by F. Spellani
Hosting: Explica s.r.l.
Aggiornamento: 27 novembre 2016.
 
Note
1) Zenobi, Storia di Trevi 1746 -1946, pagg. 174 e seg.
2)
Stemmi delle famiglie patrizie, 1787  - Trevi, Archivio Comunale (foto 1996) -Tutti gli stemmi del volume sono ora riprodotti anche in: L'archivio comunale preunitario ... di Trevi, (Quaderni della Soprintendenza archivistica per l'Umbria n° 19), Perugia, 2005, p. 341