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Famiglia Fausti

 

Secondo il Bartolazzi la famiglia Fausti era originaria di Montolmo nelle Marche (l'attuale Corridonia).
Alcuni suoi membri si stabilirono quindi in Umbria e precisamente a Poreta. Qui ebbe possedimenti a Poreta, Eggi, e S.Giacomo. La Famiglia ha il "Patriziato di Trevi". Nei primi decenni del 1800 si trasferì quindi  a Roma.
Furono suoi componenti:
a) Fausto  n. Poreta 1690 circa;
b) Ludovico, di Fausto - Poreta 1721 - 28.3.1801 (ivi sepolto nella Chiesa parrocchiale) - sposa 4.5.1760 Maddalena Catalucci di Poreta;
c) Salvatore, di Ludovico,  n. a Poreta  12.7.1769, sposa il 4.9.1796 Cecilia Benedetti di Poreta;
d) Ludovico, di Salvatore,  n. a Poreta 30.8.1805, sposa il 16.11.1829 Dionisia Sorchi dei Conti Sorchi di Spoleto; - Spedizioniere Apostolico, Gentiluomo e Segretario del Cardinal Giacomo Antonelli (Segretario di Stato di Papa Pio IX); - abitante a Roma Via Fontanella Borghese n. 46, - vittima protagonista nella vicenda relativa al processo Venanzi-Fausti*

 


 Stemma della famiglia Fausti
(Stemmi delle famiglie patrizie, 1787  - Trevi, Archivio Comunale) (foto 1996).1

Figli di Ludovico:

  • Berenice, di Ludovico, n. Roma 18.4.1834, sposa il 20.5.1861 Pasquale Ojetti;

  • Tancredi, di Ludovico, n. Roma 8.1.1831 m. 1895, Monsignore e Priore dell'Abbazia S.Paolo in Albano Laziale. Dal 1889 Arcivescovo onorario di Seleucia Pieria (Siria). Uditore di Sua Santità Papa Leone XIII **

  • Guido, di Ludovico, Agente d'affari ecclesiastico - Ministro in Bolivia presso S. Sede;

  • Giulia, di Ludovico

  • Telesforo, di Ludovico

  • Nazzareno, di Ludovico

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*Mauro Mellini, Eminenza la pentita ha parlato";  Raffaele De Cesare, Roma e lo Stato del Papa, Diario Roncalli; Oscar Pio, Luce sul Vaticano.
**Angelo De Gubernatis, Piccolo dizionario dei contemporanei italiani, Roma 1895, pag. 373
(Notizie gentilmente fornite da Marco Ojetti di Ascoli Piceno)
 

Leonardo Camillo Ludovico Fausti e suoi eredi furono ascritti al ceto patrizio della Città di Trevi, su istanza del  comune di Trevi per supplire al vuoto lasciato dalla scomparsa di molte famiglie nobili. Siccome, per legge, i componenti del consiglio comunale dovevano estrarsi dal ceto nobile o dal ceto dei cittadini, essendovi penuria di queste due classi, si incontravano difficoltà a trovare gli amministratori. Nel 1844, oltre al Fausti, altri nove nobili furono ascritti al patriziato di Trevi (Zenobi, Storia di Trevi 1746 -1946, pagg. 174 e seg.)

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Aggiornamento: 15 aprile 2016.
 
Note
1
)  - Tutti gli stemmi del volume sono ora riprodotti anche in: L'archivio comunale preunitario ... di Trevi, (Quaderni della Soprintendenza archivistica per l'Umbria n° 19), Perugia, 2005, p. 339