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Casa Palmucci
(ora Brizi)

  

L’edificio, all'inizio di via della Piaggia, già via della Porta del Cieco, prospetta sulla via Fantosati, già Strada Nuova. In quel punto l'antica viabilità venne modificata nel 1875 quando fu tracciata completamente ex novo una strada più acclive per congiungere il centro storico alla stazione ferroviaria, collegamento necessario per poter trasportare i più pesanti carichi che avevano modo di giungere fino a Borgo Trevi con la nuova strada ferrata. Fu aperta anche la relativa Porta della Strada Nuova o Porta Nuova e furono abbattute molte casette a schiera rispettando però l'edificio di cui trattasi e il dirimpettaio palazzo Gizzi.

L'architettura dell'edificio è sobria e semplice.

La facciata mostra al primo piano tre belle finestre in pietra, arcuate architravate, databili ai primi del Cinquecento. Sono gli unici elementi che possono essere ricondotti alla costruzione originale. Manca il portale, che dovrebbe essere stato non meno curato delle finestre e di una considerevole altezza, infatti le finestre, equidistanti, sono spostate verso la destra di chi guarda la facciata, proprio per fare spazio al portale che con la sommità dell'arco doveva arrivare all'altezza del davanzale.

 

L'imponenza del portale originale è testimoniata da uno stemma in pietra sito a quasi due metri sopra la porta attuale. Raffigura una mano destra che tiene un ramo di palma; un cartiglio sottostante reca incise su due righe il nome del primo proprietario:

RAIMVNDVS
PALMVTIVS

Un altro stemma più in basso, a due metri dal piano stradale, partito semitroncato, della famiglia Toni è palesemente riportato e d'ignota provenienza.

L'interno ha subito più rimaneggiamenti in epoche imprecisate.

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Trevi, casa Palmucci, Stemma

Dalle memorie edite non è dato rilevare la data della costruzione ma si possono attingere notizie che fanno comprendere lo stato sociale dell'antica famiglia proprietaria e in particolare di molti suoi membri nell'arco di oltre due secoli.

Un fatto abbastanza importante è che in casa Palmucci esisteva l'allaccio all'acquedotto pubblico per l'alimentazione della cisterna. Tale privilegio era accordato dal Comune ai conventi e monasteri e a pochissime famiglie private, che mai superarono il numero di dieci.

 

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Aggiornamento: 15 aprile 2016.