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Poeti locali

Enzo Terranova

 

 

Sono capitato per la prima volta a Tervi  non proprio per caso nell’agosto del 1970.

Venivo a trovare una ragazza milanese come me che stava trascorrendo un periodo di vacanze come ogni anno a Trevi nella casa di famiglia in piazzetta del Teatro.

Mi innamorai allora di Trevi e lo ero già di quella ragazza che divenne, dopo alcuni mesi, mia moglie.

Ogni volta che ritorno a Trevi è una gioia ed una emozione; sono passati  poco meno di quarant’ anni ed è sempre così, come la prima volta.

Poi arrivò il periodo degli anni novanta e l’incontro con Nero: un cane randagio padrone dei vicoli di Trevi. Ci vedeva, io ed Elena raramente, ogni volta che, a distanza di parecchi mesi ritornavamo a Trevi per passare qualche giorno di vacanza.

Lui ci aveva scelti come possibili padroni, se mai ne avesse avuti. Quando dovette conoscere l’esperienza della mancata libertà, chiuso nel canile di  Eggi, quei possibili padroni corsero immediatamente in suo aiuto e così, Nero, cane randagio di Trevi, passò gli ultimi anni della sua vita, accudito con tanto affetto da noi, in una nuova città : Milano

Parlare di Trevi in poesia  è una esperienza che fa ritornare al tempo antico e  vorrei potermi fermare un po’ di tempo, vivere Trevi in ogni angolo ed esprimere in versi altre immagini di questo Borgo che è diventato, nel mio cuore, luogo d’incanto .

 

Enzo Terranova – poeta dilettante

 

 

 

 

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da: Enzo Terranova, Respiri dell'anima, Imprimenda , Limena (PD), 2006

 

 

Dove hai lasciato il cuore

(Ricordo di Nero(1) 30 gennaio 2003)

 

Ho riservato un angolo

del cuore ad un amico

che mi ha dato affetto,

gioia vera e fedeltà assoluta:

sentimenti che non trovi

 facilmente fra gli umani.

E' un angolo nascosto

e riservato dove conservo

intatto il suo ricordo.

Chi dona questi affetti,

vive per sempre

nel pensiero.

Ora, in altri prati forse,

troverà il suo sasso

e giocherà così con gioia.

 

Agili corse in spazi smisurati

non daranno affanno

al cuore; egli vivrà l'eterno,

non avrà più pena

 

Un sentimento nuovo

ed altre conoscenze

incontrerà, dopo i mille affetti

donati nella vita

e, non più solo, là, troverà

la sua dimora.

 

Trevi oramai è un piccolo borgo

agli occhi di chi vola

in ampi spazi ma...

sono certo... se gli fosse dato,

tornerebbe da me

dove ha lasciato il cuore

 

 

Trevi

(Medioevo 23 Ottobre anno del Signore 2004)

 

Assopita sulla cima del monte,

pigramente distesa verso Borgo,

tenacemente aggrappata alla roccia

come uva matura al tralcio,

riscaldata dall'ultimo sole d'autunno;

il tempo più non batte

la sua ora fra le case.

 

La vita si dipana

tra vicoli intricati

in uno spazio senza tempo

con le storie di sempre,

tutte uguali.

 

Trevi è un sogno antico

che vivi ad occhi aperti;

una avventura che ti prende

per mano e ti accompagna,

un racconto che leggi

mentre vivi la tua storia

e la tramandi nel tempo

a chi verrà e, a lui dirai

che a Trevi si è fermato il tempo.

 

 

Carissimi concittadini

TREVANI,

 

Non Vi sembri strano questo mio scritto ma credo di aver dimostrato più volte di avere sentimenti quasi umani.

Ho passato tanti anni con Voi e in molti mi avete dimostrato affetto; sono stati gli anni più belli della mia vita, quelli della gioventù e della libertà.

Ora sono a Milano adottato da Elena e Enzo; mi vogliono molto bene e io mi sforzo di mostrare loro la mia gratitudine. Certo quello che vedo tutti i giorni non mi ricorda nemmeno lontanamente la mia Trevi. Qui devi comportarti da "cane per bene" e io sinceramente non so cosa voglia dire.

Il mio istinto animale mi suggerisce di comportarmi come sempre, di voler bene a chi mi dà una voce, un poco di affetto ed una carezza. Non so se queste cose fra Voi umani hanno importanza: per noi animali è "legge di vita ".

Non Vi sembri assurdo che un cane possa dire queste cose; è solo una traduzione in lingua umana, ma Vi assicuro che è una traduzione "FEDELE " dei miei sentimenti. Non so se tornerò mai a Trevi ma ho impresso nei miei occhi il profilo di ogni Vostra casa, il campanile della chiesa di S. Emiliano che tante volte mi ha tollerato in un angolo tra i fedeli la domenica mattina e, in alto sopra Trevi, le Coste che vedevo la mattina illuminate dal primo sole. 

Vi mando un saluto pieno di nostalgia, (come avrete intuito da questa traduzione), a Trevi sono stato felice finchè sono stato libero; voglio pensare che un poco anch'io Vi manchi; ora la mia vita è cambiata ma mi sono reso conto, da cane saggio, che tutto cambia nella vita. Una sola resta : LA FEDELTA'

NERO - Ex cane randagio - ora con regolare padrone

 

 

 

LOlio Trevano.2

( L’antica arte di fare Olio a Trevi – 2008 )

  

Distese infinite di piante d’olivo

che il sole caldo d’estate

e l’arida terra trevana, tra Assisi e Spoleto,

spacca  “ lo “  tronco fino alle radici.

 

E  il gelido vento a tramontana

sferza e avvolge per valli

“ li “ rami contorti

in drammatiche forme.

 

Il vento leggero di marzo

risveglia l’olivo dal greve torpore

e  soffia con forza tra i rami

in danze sfrenate.

 

E poi, a ottobre, il verde delle foglie

 riempie “ li “ colli trevani di mille

sfumate argentate figure,

fino al tempo della molitura.

 

 

E’ così che ogni anno,

con sapienza, la terra ritorna

ai suoi figli, quel dono immutato nel tempo

e Trevi s’adorna di verdi brillanti colori,

 

di forti sapori fruttati,

di nuovi, antichi odori che, lievi,

scendono a Borgo

da vicoli stretti….

 

Ed è festa per tutti.

                                      Enzo Terranova      

2) ... Con qualche licenza dialettale!

 

 

Nei vicoli a Trevi

(1 gennaio 2011 – ricordando Trevi )

 

Da Sant’Emiliano, giù per i vicoli di Trevi
in rapida discesa,
puoi incontrare ciò che la vita
è stata nei secoli passati.
La vita della gente di paese,
quel solidale condividere
i semplici gesti di ogni giorno.
Ogni casa ha una storia antica
che, camminando, puoi
con passione raccontare.
E così i vicoli si accendono di vita,
di povere storie che sono
la ricchezza di quel Borgo.

 

Giù per i vicoli in rapida discesa,
nelle sere d’estate,
senti le voci del viver quotidiano;
sempre le stesse voci
che raccontano le antiche cose,
che narrano la vita di un tempo lontano;
testimone di antichi eventi
che l’eco ti riporta fra le pietre di quel Borgo.

 

Giù per i vicoli in rapida discesa,
nelle fredde sere d’inverno,
senti solo il silenzio vagare fra le case.

 

Tutto sembra dormire
fra le antiche pietre del borgo:
solo una tenue luce lontana,
fra le case, ricorda la vita;
una pallida luce che vince
il lento trascorrere del tempo.

 

Giù per i vicoli in rapida discesa,
l’ultimo sole della sera, manda i suoi raggi
a illuminare Trevi e la rende più bella.
Lo vedi pian piano sparire lontano fra i monti
In un cielo che sembra di fuoco.
E’ lo stesso sole che illumina Assisi e il Subasio …
una luce che dona conforto; un pensiero che dona coraggio.
Bagliori di nuove speranze
giù per i vicoli di Trevi in rapida discesa
.

 

 

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Note

1) Nero, randagio approdato sulla piazza di Trevi, fu preso in custodia dall'Autore che se lo portò a Milano dove poi concluse i suoi giorni.

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