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Mariano Guardabassi

Indice-Guida

 dei Monumenti pagani e cristiani

riguardanti l'istoria e l'arte

 esistenti nella provincia dell'Umbria


G. Boncompagni, Perugia,1872

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Estratto (Prefazione, Avvertimento  e pagg. 342-354)

Pagina  in elaborazione

 

Il testo è stato ristampato in edizione anastatica da Forni, Bologna, 1968.

Pubblicato in rete in  Biblioteca Digitale - Biblioteca Augusta di Perugia:

http://cdwdoc.demo.alchimedia.it/scheda.aspx?prov=art&ID=15

 

 Versione integrale con commenti e foto di Bill Thayer

in particolare, si vedano le pagine che riguardano TREVI e PRESSO TREVI

 

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[Note:
Il testo in colore tra parentesi quadre [ ] è stato aggiunto all'atto della trascrizione.
Tra parentesi acute < > è riportato il numero della pagina.
Le parole divise a fine pagina sono state trascritte per intero nella pagina in cui avevano inizio]

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Prefazione

La Commissione provinciale incaricata dello inventario e descrizione di tutti gli oggetti di Belle arti, monumenti, ed altro che vi avesse relazione, appartenenti pel decreto del'Commissario Pepoli dell' 11 decembre 1860 al Demanio dello Stato, e per esso ai Municipi, avendo presentato alla Deputazione provinciale il lavoro compiuto, ed il signor Mariano Guardabassi avendo di questo esteso lavoro redatto un sunto, che mentre soddisfa alla conoscenza di quanto riguarda .la Provincia per questa parte, pone sott'occhio con facilità ed evidenza la proprietà comunale degli oggetti di arte, abbiamo creduto utile per questa Statistica l'annetterlo ed il pubblicarlo. Siccome poi lo stesso signor Guardabassi aveva in pronto un suo studio sui monumenti di antichità ed arti non appartenenti al Demanio, ed ha avuto il gentile pensiero di farcene esibizione, noi di buon grado lo abbiamo accettato, e ci reputiamo fortunati di poter così illustrare una interessantissima parte di cose provinciali con questo Indice-Guida. Fino a che non sarà stampata la relazione della Commissione provinciale artistica, e gli studi dello stesso signor Guardabassi sui monumenti artistici non demaniali, crediamo che questa pubblicazione sia cosa interessantissima e siamo lieti di poterne decorare il presente volume.
Si è riservato il signor Guardabassi la proprietà di questo lavoro.

 

FRANCESCO FRANCESCONI.

 

 

 

INDICAZIONI DELLE
 ABBREVIATURE

 

Affr.

Alt.

Alt. magg.

Ch.

D:

Est.

Int.

Scult.

S:

Tav.

T. O.

Affresco.

Altare.

Altare maggiore.

Chiesa.

Destra.

Esterno.

Interno.

Scultura.

Sinistra.

Tavola.

Tela ad olio.

+ Chiese o Case religiose

passate al Demanio.

 

 

 

 


<2>

 

 

 

 

 

 

AVVERTIMENTO

Chiamato cortesemente dalla onorevole Deputazione Provinciale Umbra a concorrere per quanto riguarda i miei studi al completamento della Statistica, m'occupai della redazione di quest'Indice-Guida, estratto da un' ampio lavoro che già da dieci anni forma la mia occupazione. Seguendo il metodo da me adottato, tutte le provincie d'Italia potrebbero riunire i singoli lavori e concorrere alla compilazione di un Dizionario Italico degli attuali monumenti, d'importanza storica, archeologica ed artistica. Su questo riflesso nella compilazione dell'Indice ho prescelto il sistema alfabetico considerandolo anche il più opportuno per coloro che vogliano consultare queste pagine; infatti esso basa sulle denominazioni dei Comuni, cui associai i villaggi e le località circonvicine. Le antichità e le opere d'arte si troveranno illustrate in ragione inversa degli studi pubblicati fin qui e ciò per risparmiare ai più l'incomodo di una perlustrazione, ch'io feci accurata anche nelle Case religiose d' ogni ordine e sesso, per lo che questa è la prima volta che si pubblica un catalogo di quanto in esse si trova che più da vicino interessa l'archeologo e l'artista. Pochissimi luoghi mi restano ancora a visitare, e su questi riporterò le parole degli scrittori che ne trattarono. Le scritte delle opere firmate o recanti date le copiai diligentemente, e da quelle tolsi quanto poteva esigersi in un Indice. Avverrà talvolta che qualche nome di artista sembrerà superfluo, ma pensando che può giovare alla storia dell'arte ve lo inclusi. La numerosa raccolta delle iscrizioni, i piani topografici, le molte fotografie (tipi indubitatamente veridici per istituire raffronti) ed in fine l'esame critico dei monumenti paragonati colle opere dei più accreditati scrittori che di essi parlarono, sono tutte cose che spariscono innanzi alla sterile compilazione di un'Indice, e mi duole di non poter presentare il lavoro nel completo suo sviluppo; pur nullameno noverassi in quest' Indice-Guida un cenno di tutto ciò che riguarda ;'architettura, sia delle primitive costruzioni, sia delle etrusche e romane, come delle medioevali e di quelle del risorgimento; un tale sistema seguii trattando delle sculture in pietra, in metallo, in legno ed in avorio; e così pure delle numerose pitture in affresco, a tempra, ad olio ed in miniatura; inoltre accennai i lavori di mosaico, le invetriate a colori, le maioliche istoriate e colorate a riverberi, gli smalti, i ceselli, i nielli, le tarsie, i disegni ed i tocchi in penna, le incisioni rare e perfino talvolta i tessuti ed i ricami, che stimai degni di essere ricordati, tutte volte ch' ebbi occasione di esaminare cose di pubblico diritto. Trattandosi poi di proprietà private, profittai della bontà di quei signori che vollero permettermi di tenerne parola.

Dei monumenti d' interesse archeologico parlai quasi esclusivamente a capo d' ogni articolo, oltre l'indicazione delle località e dell'uso cui erano destinati mi giovai talvolta d'un paragrafo separato, questo si troverà unito o notato nella parte che riguarda le località; così coloro che si occupano solamente d'archeologia potranno con massima sollecitudine rintracciare i monumenti che più ad essi interessano.

Come accennai, essendo impossibile di riportare in Indice le iscrizioni esistenti nella nostra provincia, credo utile richiamare l'attenzione degli studiosi, per ciò che riguarda quelle arcaiche latine e le anteriori, alla preziosa opera del chiarissimo Prof. Ariodante Cav. Fabretti col titolo «Glossarium Italicum Per le iscrizioni posteriori si troveranno a luogo i nomi degli eruditi illustratori.

In quanto alle opere d'arte di provenienza demaniale (distinte con una croce) se non si troveranno ove le descrissi, bisogna ricercarle nelle gallerie municipali che già mano a mano s'iniziano nella nostra provincia; questo grave difetto non potrà evitarsi finché quelle non saranno completamente stabilite. Fin d'ora mi credo in dovere di dichiarare che negli studi sulle Chiese e Case religiose passate al Demanio rn' ebbi in parte a compagni siccome membri anch' essi della Commissione d' Arte, i chiarissimi Conte G. B. Rossi-Scotti ed il Prof. L. Carattoli, che valentemente mi coadiuvarono ; i nomi di molti altri che mi furono cortesi di indicazioni e schiarimenti saranno a luogo notati.

Se molto si troverà a dire sulla forma, varrà in parte a scusarmi, il sapere che ad ultimare la stampa della Statistica, compilata dall'egregio Prof. Francesconi, non mancava che il mio lavoro, troppo tardi richiesto perchè fosse abbastanza ponderato, nè poteva esigere che per me venisse più a lungo protratto il giorno di quella pubblicazione.

Perugia, 12 Aprile 1872.

 

MARIANO GUARDABASSI.

  

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TREVI.

Opera romana. Tempio presso il Clitunno già dedicato al Salvatore. Quasi a metà di via tra Spoleto e Trevi a piè del colle di Pissignano sulla sponda D: del Clitunno a circa metri 14 sopra il livello del torrente, aderente a petroso calcareo clivo elevasi un tempietto peristilo di proporzioni e forme eleganti. Posa il piccolo tempio sopra alto e severo basamento munito di porta nel centro per la quale si ha adito ad un augusto sotterraneo che ha forma di una T a braccia prolungate. Il vestibolo presenta sulla fronte due pilastri laterali e quattro colonne a sostegno del cornicione e del timpano; si accede al vestibolo per due avancorpi che fiancheggiano il pronao, cui siegue la cella che compie il grazioso edificio; nella parte postica di essa mirasi altro timpano simile a quello della fronte.

Non sappiamo se all'epoca di Plinio esistesse questo Sacello, indubitatamente però fu riedificato nell' ultimo periodo degli Antonini con parte dei materiali serviti a fabbriche anteriori, frammisti ai nuovi. Sulla metà del V secolo la pietà di alcuni cristiani dedicava il tempietto al Salvatore restaurandone la parte superiore, già deperita. Sono di quest'epoca i caratteri che ornano il fregio della trabeazione, le sculture dei due timpani ed il prolungamento della cella sul lato Est, la cui parete fu da essi munita d'una nicchia a guisa di abside. Il simbolo che trionfa nei timpani
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e nella interna scultura che orna la fronte principale della cella, è quello del Labaro costantiniano, che internamente conserva gran parte del suo monograma.

Questo piccolo monumento seguendo il dotto parere del Commendatore De-Rossi eminentemente interessa l'archeologia pagana e cristiana in rapporto alla storia ed all'arte. Scrissero su di esso a nostra cognizione il Palladio, l' Olstenio, il Fabretti, il Venuti, il Cadolini, il Rutili, il Dandolo, il Pila, il Sanzi e di recente l'istesso Commendatore De-Rossi. Sono presso a pubblicarsi gli studi istorico-artistici del Guardabassi.

Veggasi la Chiesa di S. Emiliano, quella di S. Maria delle Lacrime e la Residenza Municipale.

Cappella dell' ex-convento di S. Croce.

 

Int.    La parete dell' Alt. , offre in affresco tre distinte rappresentanze
in un sol quadro. La prima in centro che costituisce il soggetto principale

  Il Crocifisso con ai Iati quattro piccoli Angioli, a piè della croce, a S: Marta e Veronica sorreggenti Maria svenuta, a D: S. Giovanni e la Maddalena. La seconda a S: — La Vergine in trono con Gesù, La terza a D:

  L'annunciazione di .Maria; opere della scuola di Giotto mal ridotte per cattivi restauri.

 

Casa degli Ospedali riuniti
spettante alla Congregazione di Carità.

Int. Nella camera del Parroco — Antica cornice cui manca la tavola di centro, al disopra finita da un pinnacolo recante nel centro in mezza figura Cristo risorto, compreso da un festone di lauro e sorretto da due Angioli genuflessi; opera a tempra su fondo d'oro del XV secolo di scuola fulginate. In luogo della tavola di mezzo, T. O. — Il Presepe; lavoro alemanno del XVI secolo.

+ Chiesa di S. Emiliano.

 

Est.       Sulla parete Est a contatto con la fronte attuale, resto di una

Cappella decorata di tre absidi; opera del XI secolo. Ingresso principale. Ha forma rettangolare ed è finito da timpano con in centro ad alto rilievo la statua di S. Emiliano ed ai lati due leoni che lo accarezzano. Sullo stipite D: di questa marmorea decorazione rimane un frammento di lapide romana che fu copiata dal Minervio innanzi che deperisse.

Int. Sulla nave D: Scultura in pietra appennina — Grandiosa mostra di tre altari compresi in un solo architettonico scomparto; dalle mense laterali elevansi due eleganti basamenti a sostegno di due nicchie che innanzi presentano quattro svelte colonne sulle quali posano i timpani; nella nicchia S: figura il gruppo a tutto rilievo di Maria stante con Gesù in braccio, ed in quella D: la statua di S. Giuseppe. L'altare di centro offre una mensa più ricca di fini intagli, sopra a questa elevansi due

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pilastri le cui cornici fondamentali corrispondono alle colonne dei laterali altari, così avviene della trabeazione che in luogo del fregio reca una iscrizione; da bene inteso ornamento vien coronata la parte centrale recante a basso rilievo per metà di figura Dio benedicente. Questa maravigliosa opera fu condotta da Maestro Rocco da Vicenza che sotto il dì 19 agosto 1521 si obbligava condurla in quindici mesi per 630 fiorini. Fonte battesimale; lavoro in pietra dei primordi del XVI secolo, le cui sagome mostrano il buon gusto dell'epoca, superiormente posa la statua di S. Giovanni, opera ben modellata. Parete d'ingresso. Lato D: nell'Alt.; T. O. — La Madonna della cintura. Nella grossezza del rincasso del muro in piccoli quadretti, vari fatti della vita di Cristo. Per gli ornamenti di stucco e la tela dell'altare si obbligarono Orazio Alfani e suo figlio Domenico i quali nel l' ottobre del 1580 vennero ad una conciliazione con Muzio Petroni che le aveva loro allogate lasciando in mani di lui l'abbozzo. Noi riteniamo che il dipinto fosse condotto a termine da Felice Damiani. (Nella parte superiore questo quadro fu ridipinto da pessimo artefice !).

 

Chiesa e convento di S. Francesco.

 

Est.      Bella e solida costruzione del XIV secolo. La parte più ornata ed in miglior conservazione osservasi sul lato D: della nave, prescelto

dall'architetto a tener luogo di fronte. Ingresso maggiore; è questo decorato d'eleganti modinature e termina in alto a sesto archiacuto; gli ornamenti ed il modo degli intagli hanno alcun che di simile con quelli dell'ingresso della Chiesa di S. Niccolò di Spoleto. Nella lunetta che occupa lo spazio superiore mirasi in Affr. — Maria con Gesù, a S: S. Francesco ed a D: S. Chiara; opera del XV secolo. Abside (volto ad Est); presenta in pianta tre lati d'un esagono e ciascuna faccia è divisa da pilastri; in quella di centro apresi un'elegante finestrone binato, il quale conserva ancora nei frastagli dell'arco (leggermente acuminato) i resti d'una

invetriata a colori. Torre delle campane; elevasi a D: dell'abside ornata di due ordini di logge, che un tempo furono decorate di frastagli simili a quelli del finestrone dell'abside.

Int. Crediamo utile d'avvertire innanzi tutto che la parte inferiore al piano della Chiesa era praticabile in tutta la sua estensione, non sappiamo se per uso di Chiesa o di semplice cripta. Superiormente la Chiesa è formata di una sola nave e coperta da una bella e ricca travatura. Per alcuni saggi da noi fatti sulle pareti, crediamo poter asserire che la Chiesa nel XV secolo' fu quasi completamente ornata di pitture, ora in parte ricoperte di bianco ed in parte manomesse per dar luogo ad enormi

mostre di altari eseguite a stucco nel XVII secolo. Parete S: I° Alt. In una nicchia, Affr. — Nella vòlta, Cristo al Calvario incontrato dalle Marie, nella parete sottostante, in centro Maria in trono con Gesù, a S: S. Michele e S. Francesco ed a D: S. Pietro e S. Antonio; sotto il trono

leggesi 1571.    II° Alt. T. O.    Il Crocifisso; copia da quello di Guido
nella Chiesa di S. Lorenzo in Lucina in Roma. Cappella sepolcrale a S: del presbiterio.   A .D: dell'Alt. scultura in marmo — Semplice ed

 

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elegante monumento sepolcrale recante in centro due semibusti entro nicchie, l'uno di Ottavia Valenti morta nel 1576 e l'altro di suo figlio. Sulla parete di centro dietro l'Alt., scultura in marmo — Sarcofago a Iacobo de'Valenti di Trevi e suoi eredi; la figura del defunto scolpita a basso rilievo e messa a coluri esiste ora sulla parete D: della Cappella; sulla cornice evvi una scritta e la data Anno Domini. M.CCCLVII. Opera di bella esecuzione. Cappella a D: del presbiterio. — Parte degli affreschi che la decoravano furono messi allo scoperto nel 1869.

Convento. Chiostro. Costruito nel XVI secolo e decorato di 20 lunette dipinte in affresco con le istorie di S. Francesco, delle quali la prima a S: (ultima della vita del Santo) reca a D: il ritratto del pittore e la scritta, Aeques. Bernardinus. Gagliardus de Typherno. Pingebat An. Dni. M.DCXIV. La migliore di queste opere è l'ingresso di S. Francesco in Trevi. Sono attribuibili al Gagliardi i dodici tondi che ornano il corridoio, con mezze figure di Santi.

 

Residenza Municipale.

Pinacoteca. (Avvertiamo non esser compiuto l'allogamento degli oggetti). 1. Gran Tav. ad olio con l'incoronazione di Maria. Predella, primo quadretto a S: — S. Martino divide il suo mantello con il povero; il quadro di centro, manca; quello a D: rappresenta — S. Francesco che riceve le stigmate. — Il quadro principale mostra in alto un baldacchino sorretto da due Angioli; coperti da quel gaio ornamento stanno sei graziosi Serafini disposti in linea semicircolare, posano in centro a questi su nubi a S: Maria genuflessa ed a D: Gesù seduto in atto d'incoronarla; questo gruppo è.sostenuto al disotto da altri sei Serafini. Da ambo i lati miransi dodici Angioli parte genuflessi e parte in piedi, dieci accompagnano con istrumenti il loro canto e due alle estremità sostengono dei gigli; anche queste figure sono sorrette da nubi. Nella parte inferiore, l'indietro raffigura la valle dell'Umbria veduta dai colli orientali con a D: la prospettiva della basilica di S. Francesco d' Asisi. Innanzi entro un'elissi composto da diciotto figure di Santi mirasi S. Francesco ispirato a devota preghiera cui gli altri sembrano far coro. Fu condotta questa incantevole opera da Giovanni Spagna l'anno 1522 come da obbligazione rinvenuta dal Prof. A. Rossi nell' archivio di Spoleto. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. — Tavolette votive delle quali otto colorate a tempra e due su carta all'acquarello. La migliore, figura un gentiluomo aggredito da due persone che lo gettano in un fiume, su due altre leggonsi le date 1522 e MDXL. 12. Tela a tempra — S. Caterina; opera dello Spagna. 13. Tela a tempra — S. Cecilia; parimenti opera dello Spagna. 14. Tav. a tempra — Maria in mezza figura con Gesù; opera non compiuta d'un imitatore del Pinturicchio. 15. T. O. — L'assunzione di Maria; in alto la Vergine trasportata da due Angioli fra altri che le fanno corona, in basso gli Apostoli che attorniano la sua tomba, più innanzi a S: S. Antonio Abate, a D: S. Francesco; opera d'un imitatore del Guercino. 16. Tav. ad olio — L' intombamento di Cristo; opera attribuita a Fra Sebastiano dal Piombo. 17. Tav. a tempra — La Madonna delle Grazie;

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opera del XVI secolo. 18. Tav. a tempra (trittico) — Negli sportelli; l'annunciazione di Maria; il Presepe, l'adorazione dei Magi; la Crocifissione; l'incontro di Gesù con S. Giovanni, ed internamente S. Agnese e S. Ubaldo; la Disputa coi Dottori, ed internamente S. Girolamo ed il Battista; l' ultima cena del Redentore; l'Orazione all'orto. Parete centrale; la cattura di Cristo; Cristo innanzi a Pilato e la Flagellazione; la Coronazione di spine; l'incontro di Cristo con le Marie; le Marie a piè della croce; la Deposizione; la Resurrezione; Cristo al Limbo; la Trasfigurazione; l'incoronazione di Maria. Sotto si leggono i nomi dei committenti; opera ad imitazione della scuola di Giotto che crediamo condotta sul finire del XIV secolo.

19. Tav. a tempra — Crocifisso su croce sagomata ed ai suoi piedi S. Francesco, negli sporti laterali, a S: Maria ed a D: S. Giovanni, al disopra della croce due piccoli Angioletti; opera del XV secolo. 20. Tav. a tempra un tempo divisa in cinque compartimenti, ora in quattro. L'Annunciazione; il Presepe; l'Epifania; la Circoncisione; la Fuga in Egitto; la Disputa; la cattura di Cristo; l'Incoronazione di spine; la Flagellazione; la Resurrezione; Cristo da ortolano appare alla Maddalena.; Tommaso tocca il costato di Cristo. E pure un'imitatore di Giotto che dipinse sul volgere del XIV secolo; questo artista come l'altro che oprò il trittico notato al n° 18, riteniamo fossero umbri ! Sculture.           1. In pietra appennina —

Piccola statua di S. Francesco; opera del XVI secolo. 2. 3. 4. — Nella istessa pietra, due capitelli ed una candeliera, che forse componevano la fronte di un lavamani; opere del XVI secolo. 5. — Testa al vero di Giano. 6. 7. Marmo — Due piccole teste dell'istesso soggetto. 8. In pietra appennina (piccola dimensione) — Testa barbata di vecchio; questi quattro lavori sono d'epoca romana.     9. Nella istessa pietra — Testa di leone;

opera del XII (?) secolo.           In una sala del Municipio conservansi otto
iscrizioni romane ed una del XVI secolo.

 

 

PRESSO TREVI.

+     Chiesa di S. Maria delle Lacrime.

Est. Questa Chiesa fu eretta nel 1487 con disegno di Maestro Antonio fiorentino; i monaci Olivetani di S. Pietro di Bovara v'entrarono in possesso il dì 8 marzo 1489 sebbene il lavoro non fosse compiuto. L'ingresso che adorna la fronte principale dell'edificio può noverarsi fra le più scelte opere scultorie, è un vero modello di gusto e di eleganza. Dalla citazione del Giorgetti dei manoscritti del Padre Francesco Mugnonio vivente nei primordi del XVI secolo ricavasi, che fu artefice di quest'opera Maestro Giovanni di Gian Pietro da Venezia; dai documenti favoritici dal Prof. A. Rossi, risulta che il cornicione del frontespizio è pur lavoro di Maestro Giovanni contrattato il 4 gennaio 1511. Dopo ciò non sarebbe improbabile che pure le belle decorazioni scultorie che ornano le fronti delle interne cappelle fosser pur esse operate da Maestro Giovanni.

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Int. Ha forma di croce latina, ai lati della unica nave veggonsi quattro profondi rincassi rettangolari che tengono luogo di Cappelle esternamente decorati con architettonico simetrico scomparto scolpito in pietra del paese. Il braccio della crocera S: offre pur esso due rincassi affrontati, non avviene così' del braccio D: che fu intiermente rinnuovato e deturpato. L'abside ha nel centro un' elegante finestrone binato ne' cui frastagli rimangono tracce di vetri colorati. Parete d'ingresso, lato S: scultura in pietra appennina — Monumento.sepolcrale di Benedetto Valenti recante la data MDXLI. Opera più pregevole per l'armonia delle parti di quello che per i dettagli. Negli spazi laterali non architettati — Affreschi sulla maniera degli Zuccheri; le pitture che circondano il monumento riuscirono migliori. Parete S: Spazio intermedio tra il I° e II° rincasso,

scultura in marmo Monumento a Subrezia Lucarini Valenti, con in centro il semibusto della defunta; opera del 1564 condotta da buon artista.

Spazio tra il II° rincasso ed il pilastro della crocera, scultura in marmo — Monumento di Monte Valenti morto nel 1588. Braccio della crocera S: Rincasso che forma la S: Cappella, affreschi — Sulla decorazione esterna il fregio finge un'ornato a basso rilievo; sopra l'arco miransi tre tondi, i laterali con due belle mezze figure di Profeti ed il centrale con il nome di Gesù; lo spazio rimanente contiene ornamenti figurati e messi a colori con squisito gusto. Interno — Sulle pareti laterali mirasi un basamento sul quale posano due nicchie entro le quali a S: vedesi S. Ubaldo ed a D: S. Giuseppe; nell'arco sovrastante, due candeliere comprese da fasce ornate e nel centro l'emblema dello Spirito Santo. Parete di fondo — Ricorre qnì l' istesso basamento e dentro due patere leggesi a S: M.D XX

ed a D: P.IVLII. Nel quadro principale è figurato — Il trasporto della salma del Redentore alla tomba; la scena presenta a S: il Calvario ed a D: la tomba, e da questo lato scorgesi parte della città di Gerusalemme. Muove il funebre convoglio da S: a D: e la preziosa salma cui fu sottoposta la sindone, è sostenuta da Giovanni d'Arimatea, Nicodemo e Giovanni Evangelista, mentre la Maddalena ne sostiene il S: braccio; tien dietro al cadavere la Vergine, il cui profondo dolore non può esser più nobilmente espresso, alla sua S: v' è Marta ed appresso la Veronica, in fine (per volontà dei committenti !) S. Francesco d' Asisi. Parte superiore del dipinto a sesto semi[ci]rcolare — Nel centro S. Agostino (?) in paramento episcopale seduto su nubi-sostenuto da due Angioletti; altri tre di essi son presso al Santo. Ai lati della lunetta veggonsi sette figure di devoti, probabilmente con i ritratti di quei Canonici regolari che commisero allo Spagna questi preziosi dipinti. A S: del minore ingresso a capo di questa crocera scultura in marmo — Tazza dell' acqua lustrale; bella opera del XVI

secolo. Braccio D: della crocera. Sulla parete S: scultura in marmo — Monumento ad Erminio Cardinale Valenti morto nel 1618. Parete dell'Alt. Affr. la Vergine con Gesù in braccio; opera del XV secolo, fu questa immagine che diè origine all'edificazione del tempio. Ivi, scultura in argento balzata a cesello — Un'ornamento alla sacra immagine della quale non

lascia scoperte che le due teste; opera del XVIII secolo.           Parete D: della nave — Monumento sepolcrale a Filiberto Valenti morto nel 1624.

 

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I° rincasso, o cappella. Affreschi — La decorazione esterna è completamente messa a colori imitando ornati a basso rilievo; lateralmente sopra l'arco in due tondi, Maria e l'Angiolo annunciatore, in mezze figure (ripetizione di quelle già in S. Agostino di Perugia!) Interno — Sulle pareti laterali vedesi dal basamento sorgere due nicchie, con a S: S. Pietro ed a D: S. Paolo; nell'arco gira una fascia ornata che circoscrive dei lacunari con rosoni.

Parete di centro, occupata da una sola rappresentanza — L'Epifania; un limpido cielo confina con ampia deliziosa valle, la prateria che conduce alla capanna è sparsa di cavalieri e pastori alcuni intenti al loro gregge, altri rivolti ad ascoltare l'annunzio dell'Angiolo. Innanzi la capanna, mirasi in seggio la Vergine con Gesù in atto di benedire, a S: sta un Re genuflessso, mentre altre cinque figure del suo seguito si avanzano (tra questi in quello di centro sembraci ravvisare il ritratto del pittore); più lungi riposano i giumenti. A D: mirasi stante S. Giuseppe, gli altri due Re in atto di offerire i loro doni ed appresso cinque paggi. Finalmente due Angioli librati sulle ali vedevansi lateralmente alla capanna che cancellati dal restauratore riuscimmo a fatica a farli intravedere. Sul gradino del seggio, leggesi, Petrus. de Castro Plebis. pinxit. Dai documenti rinvenuti dal Prof. A. Rossi, consta che il Perugino nel 1521 era in Trevi, e questo

crediamo fosse l'anno in cui egli condusse tale opera. Proseguendo incontrasi altro monumento a Filippo di Filiberto Valenti morto 1648. II° rincasso. Affreschi — Nei due tondi esterni due Profeti. Sulle pareti laterali interne — a S: il Battista ed a D: S. Antonio; nell'arco, quattro bozzetti con fatti della vita di Maria e nel centro Dio benedicente. Parete di fondo, nel centro inferiore — S. Ubaldo in abiti pontificali, ed attorno quattro istorie della sua vita. Nella lunetta superiore, l'annunciazione della Vergine;

opere condotte sul volgere del XVI secolo.             Parete D: all'ingresso,
scultura in pietra appennina — Grandioso e bel monumento a Romolo di

Ben[e]detto Valenti morto nel 1579. Sacrestia. Lavamani — Serve a recipiente dell'acqua una urnetta cineraria in marmo bigio alabastrino ricca di basso-rilievi ai lati, e recante due scritte; opera d'epoca romana.

 

+    Chiesa di S. Maria di Pietra rossa
dista da Trevi chilometri tre verso Nord - Ovest.

 

Essa fu costruita senza studio architettonico sopra i resti di un'antico grandioso edificio umbro od umbro-etrusco, del quale ora non rimangono sopra terra che degli enormi massi di pietra appennina diligentemente squadrati de'quali alcuni servono ancora a gradini; molte di queste pietre misurano in lunghezza metri due.

Est. La Chiesetta sui Iati Nord, Ovest e Sud è munita di esterno portico sostenuto da pilastri e sovente da quelle pietre alte due metri; le pareti sono coperte di affreschi votivi che noi enumeriamo, alcuni per merito artistico, altri perchè portano i nomi di ignoti artisti ed i più per corredo della storia dell'arte. Parete a contatto con quella S: della Chiesa, sotto il portico. — 1. Maria stante entro cattedra con Gesù in braccio; sotto a D: 1484. Parete S: del portico. — 2. La Trinità, ai lati Maria e Giovanni. —

 

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3. Edicola cui son presso quattro Angioli, nel centro Maria in piedi con Gesù. — 4. (inferiormente) S. Apollonia. — 5. e 6. Maria con Gesù. — 7. (Affr. di grandi proporzioni.) A S: Maria in seggio che sostiene Gesù quale si trastulla con una rondinella, innanzi ad essi S. Lucia; quindi si ripete la prima rappresentanza con qualche variante; al disotto in una riga v' è il nome del committente ed a D: MCCCCXLVI. — 8. Maria in trono con Gesù; aggraziata composizione e buoni contorni, vi si legge 1484.

—9. Maria con Gesù in seggio. Parete centrale — 10. L' istesso soggetto. — 11. Apostolo. — 12. (in alto) In centro il Crocifisso, a S: Maria a D: S. Giovanni; opera che ricorda la maniera di Pierantonio da Foligno. — 13. Gesù entro nimbo ed ai lati due Santi francescani. — 14. S. Michele. — 15. S. Cristoforo (figura gigantesca). — 16. e 17. Frammenti di due Santi. — 18. 19. e 20. Maria con Gesù in seggio. — 21. Maria con Gesù volto ad un passeretto che tiene in mano la Vergine; sul gradino del seggio leggesi, Bartolomeus de Merenda pinsit hoc musi Decembris. An. D         ni. M.CCCCXXXXVIIII. — 22. Maria seduta con Gesù a mani giunte; opera pur questa di Bartolomeo. — 23. Maria con Gesù; della istessa mano. — 24. Uguale argomento; è bella l'acconciatura del capo ed il volto della Vergine. — 25. e 26. Maria con Gesù in grembo. — 27. Le istesse figure con a D: S. Pietro. — 28 (superiormente). In un trono il cui postergale prende forma di nicchia, siede la Vergine con il Bambino; sul gradino D: rimane
          meo pinsit (probabilmente Il solito Bartolomeo!) Sulla linea inferiore il nome del committente. — 29. L' istesso soggetto con due Santi ai lati. — 30. A S: un Santo con ostia in mano, ed a D: la Vergine con Gesù in seggio. — 31. A S: S. Jacopo, in centro Maria con Gesù, a D: S. Caterina ed altra Santa. — 32. Maria stante con Gesù. A capo dell' ultima arcata. — 33. e 34. Maria con Gesù. — 35. Resti di figure sotto le quali rimane della scritta    Pitture pinxit Jhoe. — 36. Madonna e Bambino seduti, e due Sante stanti. — 37. Il Crocifisso ed ai lati Maria e Giovanni. — 38. L'annunciazione.

Int. della Chiesa.          Presenta tre piccole navi sostenute internamente
da pilastri, un tempo le navi laterali furon coperte da vòlte a crocere. Dopo il terremoto del 1832 cooperò il restauro a peggiorarne le forme! Lato S: I° Pilone — 39. La Vergine con Gesù. Parete S: — 40. L' Annunciazione; occupa l'indietro una grandiosa architettura nel cui centro appare lo Spirito Santo, un poco a S: l'Angiolo ed a D: la Vergine dal cui ginocchiatoio pende una cartella con scritta e la data 1477. Sulla estrema S: entro altro cartello, leggesi Valerius de Mutis de Valido pinxit. Al disotto di questa rappresentanza figura un arazzo, ed a D: in un piccolo quadro S. Cristoforo sostenente Gesù. Il De-Mutis merita un posto tra gli artisti della sua epoca ! — 41. S. Bernardino; opera che ricorda la maniera di Bartolomeo de Merenda. — 42. Maria con Gesù. — 43. S. Leonardo. — 44. e 45. In due distinti quadri, l'Annunciazione. — 46. Maria seduta con Gesù. — 47. S. Iacopo. — 48. 49 e 50 (una sopra e due in basso). Maria con Gesù. I° vòlta a crocera. — 51. 52. 53. 54. Frammenti degli Evangelisti. — 55 (nel sesto formato dalla lunetta) — La Vergine in seggio con Gesù, a S: S. Antonio, a D: S. Leonardo. — 56. S. Lucia. — 57. S. Elisabetta. —

 

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58. S. Cristoforo. II°  volta 59. 60. 61. e 62. Gli Evangelisti. — 63. (in alto
sulla parete). Maria con Gesù in trono, a D: S. Jacopo ed a S: altro Santo. — 64. Lo sposalizio di S. Caterina. — 65. Quattro piccole figure di devoti. Parete a capo di nave. — 66 (in alto). L'incontro di Cristo con le Marie

salendo il Calvario. — 67. L'Annunciazione. Parete interna della nave. — 68. L'orazione di Cristo all'orto. — 69 (nel pilastro ed in alto). La Pietà. — 70 (ivi ed in basso). Maria in seggio con Gesù in atto di benedire

un devoto genuflesso a D: Nave di centro. — 71 (nel pilastro). Maria in seggio con Gesù.          Alt. magg., scultura in legno. — 72. Crocifisso; opera accuratamente eseguita nel XV ,secolo. Abside. Era anche questo coperto di affreschi che furono da epoca remota inbiancati, come lo sono tuttavia quelli della nave di centro e parecchi delle laterali; noi tentammo un saggio sulla parete S: coll'aiuto del Prof. Francesconi e discoprimmo un dipinto che succintamente descriviamo e del quale ci è ignoto il tema. —73. Figura l' interno di un tempio a tre navi ed in quella di centro vedesi un'Altare in mezzo al quale sta un'oggetto simile ad un reliquiario. Sotto la nave S: v'è un Santo vecchio seduto cui è dinnanzi ed in piedi un Santo Vescovo in atto di favellare; sotto la nave S: presso l'Alt. miransi in piedi due vaghi giovinetti (un maschio ed una femina) in colloquio sebbene atteggiati a preghiera. A D: dell'Alt. una figura barbata con le mani giunte e coperta la testa di un panno; finalmente sotto la nave D: veggonsi cinque persone (fra le quali due donne) intente ai due Santi. Opera di valente artista del XV secolo (manca inferiormente un terzo quasi del dipinto). Vòlta dell'abside. — 74. La Vergine in mezza figura con Gesù. Capo di nave D: — 75. Maria in trono con Gesù, a D: S. Giovanni Evangelista, a S: altro Santo. — 76. e 77. Frammenti di due Evangelisti. — 78. La Pietà. — 79 (in alto). L'Annunciazione ed in centro I)io padre; sulla predella dell' inginocchiatoio leggesi Barto• lomè de Mutagna pinxit opus yhs. — 80. 81. e 82. Madonna e Bambino. — 83. S. Bernardino. — 84. Maria in seggio con Gesù lattante, ed ai lati due

Angioli. Alt. in centro della nave — Sulla mensa posa una piccola mostra d'altare scolpita in pietra appennina con bellissimi ornati e le statue di S. Emiliano e del Battista, ed in basso rilievo Dio padre fra due Serafini. Opera che stimiamo bene attribuita a Rocco da Vicenza.

+    Chiesa e convento di S. Martino.

Cappella esterna a S: della fronte della Chiesa. Int. Parete dell'Alt. Affr. — Entro un'elegante scomparto architettonico figura un sesto semicircolare ove in alto ed in centro mirasi la Vergine retta da leggère nubi ed attorniata da nimbo nel quale campeggiano otto vaghi Serafini, presso il nimbo due Angioli in atto .di preghiera pur essi sostenuti da piccole nubi. Dietro tutte queste figure splende una atmosfera limpidissima che in basso ha limite con amena valle formata da poggi ed attraversata da un fiume al di là del quale vedesi una Città (Foligno). Sulla parte anteriore di questo paesaggio figura un praticello nel quale stan genuflessi, a S: S. Girolamo ed il Battista, a D: S. Francesco e Fra Leone. In centro sul limite inferiore del quadro leggesi M.D.XII. Può annoverarsi

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questo dipinto fra le preziose opere dello Spagna. Parete D: Affr. entro sesto rettangolare finito da cornice — S. Emiliano stante in paramento episcopale, a S: orante una piccola monaca; opera di Tiberio d' Asisi.

Est. della Chiesa. Ingresso. Sopra l'architrave nella lunetta, Affr. — Maria in mezza figura con Gesù in grembo in atto di benedire, lateralmente due Angioli in adorazione e dietro alcune linee di paese; in basso

a fine di una scritta leggesi ........... Tiberius de As........... xit. (Tiberius de
Asisio pinxit).

Int.         Di fronte al visitatore ed a contatto del presbiterio veggonsi

lateralmente sporgere due muriciuoli decorati di affreschi. Lato S: — S. Martino che soffermato il destriero taglia con la spada il mantello per dividerlo con un povero; opera attribuibile ad uno scuolare dello Spagna.

(Guasta per cattivi restauri!) Lato D: — In centro Maria in seggio con Gesù in grembo, a S: S. Francesco ed a D: S. Antonio; dietro la Vergine ritti sopra nubi stanno sei piccoli Angioli che accompagnano cogli strumenti le loro salmodie; opera che ricorda Pierantonio da Foligno.

Alt. magg. Sopra il Ciborio, intaglio in legno — Una specie di piramide con figure ad alto e basso rilievo a basamento d' un Crocifisso; probabilmente opera di qualche frate vissuto nel XVII secolo, essa è più interessante per il concetto di quello che per l' esecuzione. Figurava su questo Alt. la tavola dell'incoronazione di Maria ora nella Pinacoteca, resta però qui gran parte della decorazione in legno che attorniava l' Ancòna tenendole luogo di cassa. Nella parte superiore che faceva ala al semicircolo finale miransi entro due tondi per due terzi di figure — L'Angiolo e l'Annunziata; opere tenute in gran pregio dal distinto Prof. Consoni e delle quali rinvenne documento il Prof. A. Rossi con data del 1522.      Parete D:

Ia Cappella, scultura in legno — Crocifisso; opera del XVI secolo.

Convento.        Nella prima corte — Architrave in pietra con resto di

scritta che dai caratteri ci sembra cristiana.        Nel secondo chiostro, sul
muro del parapetto del portico nel lato Ovest — Resto di lapide cristiana.

Chiesa di S. Pietro di Bovara.

 

Non possiamo far conto della tradizione e del parere di qualche archeologo che direbbero esistito in questo luogo un « Fòro-bovario » perchè non abbiamo alcuna traccia di costruzione romana. Troviamo invece che l'edificio più antico è la Chiesa, e questa può rimontare al XII secolo; qui ebbero stanza i monaci Olivetani e vi stabilirono una abbazia.

Est.      Fronte della Chiesa. Subì un vistoso restauro nel XVI secolo

e   l'ingresso fu allora rinnuovato insieme a due finestre laterali; della primitiva costruzione rimangono nella esterna parete, un' ornato pregevole scolpito in marmo che fu locato sopra l'ingresso, ed un finestrone orbicolare del quale si conosce lo scultore dalla scritta che a guisa di fascia orizzontale attraversa la fronte; in questa si legge, « Atto sua

«   dextra templuni fecitque fenestrant cui Deus eternanti vitam tribuatque

supernam ». Compie la parte superiore della fabbrica un grandioso timpano con in centro una scultura marmorea pur essa a forma triango

 

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lare con bell'ornato simbolico del V secolo, probabilmente rinvenuto in queste vicinanze all'epoca del restauro; questo un tempo forse appartenne ad un Sacello simile a quello del Clitunno. Torre campanaria. Per un tratto presenta l'antica costruzione; superiormente ad opera laterizia con elegante disegno fu elevata la doppia loggia finita da cupolino; sulla fronte Nord della parete accresciuta all'antica torre in una pietra leggesi la data 1582.

Int. È compartito in tre navi sostenute da otto grandi colonne formate da tronchi cilindrici sovraposti, i capitelli recano un semplice fogliame. In corrispondenza del presbiterio sulla parete interna e superiore della nave di centro, vedesi una piccola loggia con tre colonnini che sostengono delle membrature archiacute [più probabilmente: "arcuate", perché l'arco è a tutto sesto]; opera della prima costruzione.

Abside; fu rinnuovato ed accresciuto nel XVI secolo. Coro, intagli in legno — Seggi e postergali de' quali quello di centro addimostra meglio la grande perizia dell'artefice nell' intagliare, che il suo gusto nell'arte. Sulla parete S: intaglio in legno — La porta che immette al campanile; opera

condotta dall' istesso Maestro.      Sacrestia.       Sull' Alt. T. O. — S. Ago

stino; opera del XVII secolo. Nel centro della vòlta in uno spazio rettangolare. T. O. — L'assunzione di Maria; opera che ricorda la maniera veneta, condotta probabilmente nel XVII secolo.

 

+      Chiesa di S. Pietro a Pettine

da Trevi (verso Nord) dista mezzo chilometro.

 

Est.  Costruzione del XIII secolo a pietra concia frammista a qualche
resto di pietra usata dagli antichi.

Int. Parete S: Affreschi. — 1. S. Antonio da Padova; in basso leggesi il nome del committente e l'anno 1.4XXXX. — 2. Maria in trono con Gesù.

Parete dell'Alt. — 3. A S: S. Pietro. — 4. A D: Cristo seduto sulla tomba con le mani legate a tergo, dietro la croce. — 5. Maria in seggio con Gesù; sotto v' è il nome del committente e l'anno 1525. Parete D: — 6. Tav. a tempra (croce sagomata) Il Crocifisso, nella estremità superiore S. Giovanni Evangelista, in quelle laterali a S: la Vergine, e nell'altra a D: S. Giovanni Apostolo; opera molto deperita di scuola fulginate. — 7. Tavole a tempra (due sportelli di trittico). In quello a S: in alto l' Angiolo annunziante ed in basso S. Emiliano e S. Paolo. In quello a D: in alto Maria annunziata, ed in basso S. Pietro e S. Stefano k?) Questa e varie altre di tali pitture furono operate da artista trevano.

CASTEL S. LORENZO.
Chiesa di S. Apollinare.

Est.         Sulla fronte Ovest ove è l'ingresso — Iscrizione romana sul

'lato D:      Sullo stipite S: — Resto di altra iscrizione.          Sulla parete S:
della Chiesa — Vari avanzi di un monumento romano che stimiamo in

nalzato a sepolcro.     Sulla parete D: — Altro resto d'iscrizione.

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+     Edicola nel casale dei Prebendati.

Resti di affreschi. — In centro Maria con Gesù; nella parete S: del rincasso rimane la testa di un S. Rocco, e su quella a D: S. Sebastiano; opere attribuite al Melanzio.

MATIGGE.
Chiesa di S. Niccolò
ad un chilometro e mezzo dalla Parrocchia.

 

Est.    Costruzione del XIII secolo a pietra concia con' resti di pietre
lavorate in epoca romana.

Int. Di forma rettangolare e piccolo abside semicircolare. Parete S: Affr. — I. S. Bernardino. — 2. Maria con Gesù in seggio ed a D: S. Giacomo; queste due opere sono apponibili ad artista trevano vissuto nel XV secolo. — 3. Maria in atto di nutrire Gesù; opera accurata probabilmente d'uno scuolare di Pierantonio da Foligno. — 4. Madonna e

Bambino in seggio. Abside. — 5. Nel centro il Crocifisso, a S: S. Bernardino la Vergine e Sebastiano, a D: S. Rocco e S. Francesco; opera non compiuta del XV secolo di scuola fulginate. Parete D: — 6. La Vergine in atto di nutrire Gesù, a D: S. Niccolò. — 7. La Madonna in seggio accarezzata da Gesù, con ai piedi un piccolo devoto, a D: S. Niccolò con altro devoto. Opera di scuola umbra del XV secolo.

 

 

PICCICHE.
Chiesa di S. Stefano.

 

Int.     A S: dell'ingresso, Affr. — S. Rocco; opera attribuibile al Me

lanzio. Sulla istessa parete verso l'Alt. magg. altro Affr. — S. Bernardino; opera del XV secolo che noi ritornammo alla luce. Parete esterna dell' antica abside, resti di affreschi ancora coperti di bianco — Da un lato discoprimmo in alto la Vergine annunciata, essa figura tra ornati diretti al centro. Dall'altro si rinvenne una scritta col nome del committente e

parte del millesimo, nel modo seguente « Anno Domini M.D.X cale:
iunii
». Sulla parete interna dell' abside figura una serie di pilastri a sostegno d'una trabeazione, negli spazi intermedi veggonsi S. Girolamo, S. Andrea Apostolo, S. Giovanni Apostolo, S. Stefano, la Vergine con Gesù in seggio, S. Giuseppe, S. Giacomo, S. Antonio Abate e S. Caterina. Nella vòlta figura in centro Dio benedicente seduto su nubi e compreso da nimbo recante dieci Serafini, ai Iati due Angioli in adorazione pur essi circondati da sei Serafini; sì la pittura esterna come l'interna è opera del Melanzio. Parete D: di chi è vòlto all'abside, appesa alla parete, Tav. a tempra (centro di trittico) — In alto a mezza figura Cristo attorniato da sei Angioli in adorazione; in basso Maria in trono con Gesù sostenente un giglio: opera di scuola umbra del XV secolo. Parete S: all'abside, Affr. —

 

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In centro il Crocifisso, a S: S. Antonio ed a D: S. Sebastiano; in basso leggesi il nome del committente e parte del millesimo, questa opera è pure apponibile al Melanzio.

 

PISSIGNANO.
Chiesa della Madonna di Cerasole.
a metri 200 dalle Vene verso Sud.

 

Est. Venti anni indietro conservavasi perfettamente, ora non rimane che la cinta e l'abside, esteriormente simile a quello di S. Emiliano in Trevi; dal che può ancora dedursi, che l'epoca della sua fondazione non oltrapassò il XI secolo.

Int. Ora ridotto a cinta di un piccolo Camposanto. Abside, semi-circolare, affreschi — Nella vòlta a grandi proporzione Dio benedicente seduto in trono, a S: Maria, a D: S. Giovanni; opera grandiosa che ricorda l'autore dei dipinti in S. Maria in Campis presso Foligno. Nella parete che siegue (pitture votive) — 1° (a S:) La Madonna della Misericordia. — 2° (in centro) Il Crocifisso con a S: Maria ed a D: S. Giovanni. — 3° (a D:) S. Bernardino; opere pure di scuola fulginate ma di minor merito. Nella parte inferiore. — 4' 5' e 6' pitture; la Madonna con il Bambino in trono. — 7° S. Sebastiano; in basso leggesi la data A.D.MDXVII.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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