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Villa Fabbri  - La cappella

 

La cappella, situata al piano inferiore rispetto all'ingresso, nell'ala ovest aggiunta dopo l'acquisizione di Boemi, rappresenta una interessante "isola" artistica in Umbria.

L'autore "B. Cila"  di Praga si è firmato nell'unghia destra della seconda campata dlla volta, mentre per un caso fortuito si conosce anche il nome di un altro pittore, della stessa scuola, autore delle decorazioni sulle pareti esterne della villa: l'abate benedettino Pantaleo Mayor ( o forse anche "Mayer).

Quest'ultimo è citato negli atti del processo di canonizzazione della Serva di Dio Donna Maria Luisa Prosperi, quando, per la ricognizione del corpo, il benemerito sacerdote trevano Don Aurelio Bonaca chiama a testimoniare questo benedettino che stava dipingendo la villa del Collegio Boemo. Correva l'anno 1914 che coincide con la data dipinta nella parete sud della villa.


Trevi - Villa Fabbri o dei Boemi - La cappella.

Trevi - Villa Fabbri o dei Boemi - La cappella, particolare.
Sempre il Bonaca ci dice che il pittore era un seguace della scuola del Beuron.

Questo movimento artistico si era sviluppato nella seconda metà del XIX secolo nell'omonima abbazia nella regione di Hoenzollern, in Svevia e aveva come caratteristica principale quello di inscrivere nei volti una stella a sei punte. Fu fondato da Peter Lenz che vestì l'abito benedettino con il nome di Don Desiderio1.

A quanto ci risulta, in Italia esisteva un esempio di quest'arte solo nel santuario di S. Benedetto a Montecassino e quindi la decorazione di questa cappella rimane un esempio rarissimo.

Altra opera dello stesso Autore si trova nella stanza del Rettore

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Aggiornamento: 24 ottobre 2017.
 
Note
1
) Placido Lugnano OSB, in E.I., sotto voce Benedettini.