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Segui le orme - Come nacque la guida

La storia di una guida - Ricordi dell'autore Alberto Barbini

Segui le  Orme

Trent’anni di successi

Quindici anni prima entrando alla Rinascente, attiratovi da un’invitante offerta di profumi francesi, fui colpito da un’assoluta novità: per venire in aiuto ai clienti, c’erano delle orme incollate al pavimento che accompagnavano, a seconda della scritta riportatavi, al rispettivo punto vendita. Io cercavo il Cabochard ed apprezzai moltissimo l’aiuto prestatomi: ora peregrinerei  invano perché, nel frattempo, è uscito di produzione.

Qualche anno dopo un amico anconetano si lamentò con me perché non riusciva ad entrare con dei gruppi in Umbria. Per fargli un piacere, mi resi disponibile, soprattutto perché l’impegno non era eccessivo. Avevo avuto modo di maturare una certa esperienza, offrendo, tutte le volte che mi veniva richiesto, di fare la Guida Turistica gratuita a dei gruppi di riguardo che capitavano a Trevi.


Copertina della prima edizione -1989- stampata in tipografia (Tipolitografia Lucio Renzi di Pissignano).
L'elegantissima veste grafica fu curata da Carlo Roberto Petrini

Chiesi all’amico anconetano la consistenza e la durata della permanenza del gruppo: 50 persone, un’ora e mezza. Allora, ideai il percorso di Segui le Orme.

L’idea di farne un opuscolo con tanto di orme disegnate lungo tutto l’itinerario venne successivamente e mi fu molto indispensabile l’aiuto dell’amico Franco Spellani e, soprattutto il suo computer. Gliene parlai,  ottenni la sua entusiastica collaborazione, sempre gratuita, vizio che tuttora dura.

Mancavano pochi giorni alla Pasqua che, quell’anno [1987 ndr], cadeva il 19 Aprile, e decidemmo di sfruttare le opportunità del Ponte Pasquale, quello del 25 Aprile, infine, quello del Primo Maggio che cadeva di venerdì. L’idea era di fotocopiarne una trentina. L’opuscolo terminava con l’invito a ripresentarsi alla Pro Trevi per esternarci i loro rilievi. A quel punto avremmo richiesto indietro l’opuscolo che, nella nostre intenzioni, avremmo potuto riciclare.

Credo che fosse il Sabato Santo, io stavo all’Ufficio della Pro Trevi, piazza Mazzini n. 9, in attesa di una telefonata di Franco che mi avrebbe comunicato il numero delle fotocopie che avrebbe scroccato a un suo amico. Quand’ecco entrarono i nostri primi due clienti: una madre, anziana, sottobraccio al figlio, trentenne, entrambi vestiti di scuro. Chiedevano ciò che avevo in mano, glielo illustrai e, quindi, consegnai. Da quel momento iniziò una trepidante attesa del ritorno per i giudizi, valutazioni e quant’altro.

Quando rientrarono prontamente chiesi loro com’era andata. Agli entusiastici complimenti per la felice iniziativa, tentai d’approfittare richiedendo la restituzione dell’opuscolo. S’offrirono di pagarlo: mai avrebbero accettato di restituirlo! 

Poco dopo alla telefonata di Franco gli partecipai i complimenti che avevo ricevuto e l’invito a fotocopiarne il numero massimo possibile, perché altri tre erano in giro e il riciclaggio degli opuscoli era impossibile. 

Le utili informazioni che ricevemmo ci riproponemmo di sfruttarle per il ponte del 25 Aprile.

Per l’occasione inserimmo un grande cartello con tutte fotocopie di gigantografie d’immagini di come era Piazza del Lago sino agli inizi del ‘900. Il che suscitò l’interesse anche di qualche trevano.

Dato che l’opuscolo terminava con un invito a presentarsi per esternarci le proprie impressioni, ne ricevemmo tantissime, talune inserite fra le ante della porta. Altre, per posta, e, a tal proposito, me ne ricordo una, simpaticissima, che comunicava che avendo richiesto ad un giovane ove fosse la Pinacoteca, questi, l’indirizzò ad una paninoteca.

 

Lettera di apprezzamento di un turista tedesco.

Poi, inaspettata, giunse la lettera che ci inviò il Sig. Manfred Wick, che vale la pena di leggere. A mia memoria fu l’unica lettera letta in Consiglio, alla quale fu, poi, deliberato di rispondere per ringraziamento.

Monaco, 8/6/87 Egregi Signori, dopo aver passato due settimane di vacanze nell’Umbria mi preme di rivolgervi qualche riga di ringraziamento e di riconoscimento.
 Durante il nostro viaggio la vostra città era per mia moglie e per me una vera sorpresa e ci dava un'impressione indimenticabile. Arrivavamo a Trevi verso sera dopo aver visitato alcuni luoghi della Valle Umbra Sud e prima di tornare ad Assisi volevamo dare un'occhiata alla città che ci aveva attratto già da lontano per la sua posizione dominante e sovrastante la valle. Appena arrivati in piazza Mazzini fummo accolti da alcuni signori gentilissimi che ci munirono di informazioni e del Breve Itinerario Turistico di Trevi edito dall'Associazione Pro Trevi. Poi seguendo sempre le orme bianche sul lastricato cominciavamo la nostra scoperta di Trevi ed eravamo colpiti dalla ricchezza di monumenti storici ed artistici e di vedute panoramiche. Durante la nostra passeggiata attraverso la città affascinante potevamo approfittare delle informazioni dateci nell'itinerario dettagliato. Vorrei ringraziare i gentili signori che ci hanno preparato tanto bene e calorosamente per la nostra visita della vostra città ed innanzitutto vorrei dare espressione al nostro riconoscimento per la bellissima idea di aiutare lo straniero con le orme dipinte sul pavimento delle strade. Con queste orme e munito dell'Itinerario il turista si sente accompagnato da una guida che gli parla con competenza e piena d'amore della città di Trevi. Grazie all'iniziativa dell'Associazione Pro Trevi quella sera a Trevi la terremo sempre nella nostra memoria.Con distinti saluti.Manfred Wick

  

L’Opuscolo-Guida iniziava al punto 1 con una porta che non c’era più, per giunta incastrata nelle mura delineate fra Torrioni, sparite/i. Proseguiva al punto 2 con un teatro dichiarato inagibile dal Sindaco. Al punto 3, con una chiesa chiusa. Al punto 4 e 5 con due dipinti murali, appena visibili. Poi, s’entrava in Piazza dove s’incontrava la Muta, non quella delle Lacrime che, allora, era ancora vivente (personaggio straordinario, ospite e factotum dell'Istituto Mons. Bonilli adiacente alla chiesa della Madonna delle Lacrime. ndr), bensì la Torre ed una Pinacoteca invisibile, e mi fermo qui per non tediare il lettore. 

Segui le Orme ha svolto egregiamente il suo compito: d’accattivante guida turistica e di calda promotrice del restauro della città. 

Il primo lavoro interessò il dipinto dei Santi Protettori eseguito dalla Coobec di Spoleto e a spese della Cooperativa Oleificio. Poi, in rapida successione, le pavimentazioni delle vie, il Teatro, la Torre, la Pinacoteca e chiesa di San Francesco, Santa Reparata, l’Annunciazione e, buon ultimo, il San Cristoforo di via dell’Ospizio.

 


Affresco di via dell'Ospizio, restaurato (prima era invisibile!)

A tal proposito due furono le motivazioni di quella deviazione apparentemente incomprensibile: trovare le foto per far vedere quanto fosse bella la strada con quelle due scalinate che, di rimpetto, sembravano confrontarsi, una che saliva ripida e quell’altra, più proporzionata e più comodamente accessibile. Poi c’era l’Ospizio di Sant'Emiliano, con il suo caratteristico portale contornato da una parete con dipinti da restaurare. 

Oggi, 29 Maggio 2016, avendo avuto notizia del restauro ed averlo veduto, ho ritenuto, novello Ser Mugnoni, di tramandare questi ricordi e registrarli come un’ulteriore vittoria di Segui Le Orme.

Poi, uscito di casa mi sono accorto che, nel frattempo che scrivevo queste memorie, il carissimo amico Franco Spellani,  aveva, di nuovo, rinfrescato le orme. 

Grazie.

 

Questi due articoli, qui sotto, uscirono entrambi venerdì 8 Maggio 1987, sul “Corriere dell’Umbria”, quello sopra e su “La Nazione”,quello sotto: registrano il sorprendente successo dell’iniziativa.

 

Dal Corriere dell’Unbria del 8 Maggio 1987   

Trevi -Una proposta della Pro Loco per il turismo

TREVI - Interviene il vice presidente della Pro Trevi, Alberto Barbini: Il Consiglio dell'Associazione Pro Trevi, nell'ultima assemblea generale dei soci, aveva promesso che avrebbe affrontato il problema del turismo a Trevi non più sporadicamente ma anche, come suol dirsi oggi, misurandosi sul quotidiano.

Ed il quotidiano in questo campo significa anche offrire ai turisti, che giornalmente salgono a Trevi, un itinerario che, seppur breve, possa dar loro un 'idea della storia e della vita di un piccolo centro. E' stato pertanto individuato un piccolo giro, all'interno del centro storico, percorribile in un'ora e segnato con delle orme.

Ai turisti è stato offerto un opuscolo guida che in 36 punti illustra i principali monumenti e le opere d'arte comprese nell'itinerario, arricchito con interessanti riferimenti storici e di vita paesana. I monumenti sono stati visti dalla parte del turista che vuol sapere che cosa hanno rappresentato e rappresentano e in una rapida carrellata si passano in rassegna tutti i periodi storici che hanno interessato la nostra regione. Nulla è stato tralasciato per dare un'idea del tutto nuova inserendo nell'itinerario anche la vista dell'incantevole panorama ammirabile da un torrione del XIII secolo. L'esperimento iniziato per il “ponte" del 1° maggio è stato accolto entusiasticamente dai numerosi turisti giunti a Trevi, per cui sarà sicuramente migliorato ed altre iniziative verranno messe a punto quanto prima. La Pro Trevi, nel consegnare l'opuscolo, invitava i turisti a ritornare in sede per esternare tutti i possibili rilievi in merito all'itinerario e al paese. Il che ha consentito anche di fare una piccola statistica sulla quantità dei turisti che hanno visitato Trevi in quei tre giorni, la loro provenienza, la loro categoria sociale, il giudizio sull'Umbria ecc. Ciò che più ha interessato la Pro Trevi è stato però, il giudizio che la riguardava direttamente. Il coro è stato unanime: Una guida intelligente. Un paese meraviglioso ma in alcune parti in forte degrado. Arrivederci".  I motivi per continuare nell'azione intrapresa e per intraprenderne di nuove non mancano.

  

Da  La Nazione    del 08/05/87

« Segui le orme» e così riscopri Trevi

 Un successo strepitoso, per certi aspetti inatteso, sta riscuotendo l'iniziativa ideata dalla Pro-Trevi per offrire ai turisti che salgono al centro la possibilità di scoprire da soli gli angoli più caratteristici, i monumenti più importanti. «Segui le orme», titola il breve itinerario offerto a chi, macchina fotografica in mano, chiede agli uffici della Pro-loco cosa ci sia da vedere una volta raggiunta, in auto o in pullman, piazza Mazzini.

In effetti di gioielli storico - artistici e di curiosità Trevi ne possiede in gran numero, ma nessuno ha mai provveduto a sistemare un cartello turistico lungo la Flaminia, né a reclamizzare in qualche modo le bellezze artistiche trevane: non esiste neppure un ufficio turistico; le guide, stampate alcuni anni fa, sono esaurite da tempo.

Per questo, alla Pro - Trevi, hanno pensato di ciclostilare in proprio un opuscoletto che, attraverso trentasei tappe, porti il turista alla scoperta del centro storico. E grazie ad Alberto Barbini e a qualche altro volenteroso, da sabato scorso si è scatenata una specie di incredibile «caccia al tesoro» per i vicoli, nelle piazze, lungo le antiche mura del borgo medievale. Basta seguire le orme stampate in terra con la calce: partendo dall’inizio di via Roma, dalla porta del Lago, in poco più di un’ora si incontrano in rapida successione tutte le perle artistiche che il centro storico può offrire, fino a «chiudere» davanti all’antico ospedale di San Giovanni, a pochi metri dal punto di partenza. Già nei primi due giorni, centinaia di turisti hanno «seguito le orme» che i dirigenti della Pro - Trevi hanno dovuto ridisegnare in terra. Dopo anni di «vuoto» turistico più assoluto, finalmente un’iniziativa concreta: anche così Trevi può recuperare il troppo tempo perduto.

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