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L'Olivo - Tradizione e storia
7 - La situazione attuale

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situazione attuale

Dalla seconda metà dell'Ottocento nuovi processi industriali hanno fornito altri combustibili per l'illuminazione e dai primi del '900 l'energia elettrica ha praticamente sostituito tutti gli antichi sistemi. Dapprima la fabbricazione industriale di candele steariche (in sostituzione delle costosissime candele di cera d'api e delle inefficienti, fumose e maleodoranti candele di sego) poi l'uso del petrolio e, in grandi città, il gas di gasogeno hanno portato alla completa scomparsa delle lucerne e lumi a olio. Le lampade votive a olio, per usi devozionali, sono rimaste fino alla fine del '900, ma ora vengono sostituite da lampade a "cera liquida" con fiamma più stabile e meno fumo.

L'olio di oliva quindi viene ora usato quasi esclusivamente per usi alimentari, sempre insidiato degli oli di semi a prezzi notevolmente inferiori.

Dopo la gelata del 1956, che ha distrutto il 90% delle piante di olivo, si dovettero mettere in atto altri sistemi di coltivazione per un rapido accrescimento dei nuovi germogli al fine di una precoce entrata in produzione. Si adottò quindi la coltivazione "a vaso" lasciando i rami molto bassi  per un rapido sviluppo della chioma, sia sui germogli dei vecchi ceppi, sia nei nuovi impianti, ove si mettevano a dimora tre piantine molto vicine. La chioma bassa, molto pratica anche per la raccolta manuale, comportò la decisa specializzazione della coltura anche nei pochissimi oliveti che ancora adottavano colture promiscue. Si dovette eliminare anche il pascolo, fino ad allora riservato a numerosi piccoli allevamenti di ovini. Era questa una forma di perfetta simbiosi in quanto le pecore brucavano le erbe spontanee che succhiavano nutrimento alle piante e a compenso del pascolo gli allevatori fornivano dell'ottimo letame per la concimazione. Purtroppo però le pecore sono ghiotte anche delle foglie dell'olivo e con le piante basse sul suolo tutti gli oliveti furono interdetti al pascolo, con la conseguente dismissione di quasi tutti gli allevamenti.

Diminuita quindi la produzione per l'adozione di piante più piccole, aumentati i costi per una più spinta specializzazione, l'unica prospettiva per l'olivicoltura locale è la produzione esclusiva di un olio di qualità superiore.

 

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Aggiornamento: 13 novembre 2006.