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Piazze del centro storico

Sabato 1° marzo e Domenica 2 marzo 2003

La festa dei folli 
Carnevale medievale

 

 Perché la festa dei Folli?

 

 Il riso nel medioevo

Trevi, La festa dei Folli, 2003

 Perché la festa dei Folli?

L’intento è di  rievocare l’atmosfera burlona e folle del carnevale nel medioevo, cercando di riproporne lo spirito goliardico, il significato e l’importanza che acquistava il carnevale in quel periodo storico.

Progetto e realizzazione: 

Ente Palio dei terzieri, Comune di Trevi, Sistema Museo e Pro Trevi

 Ideatrice e coordinatrice: Corinna Angelucci

Una manifestazione che coinvolga operativamente e “sentimentalmente” tutta la popolazione del territorio trevano; non una festa a Trevi, luogo, ma una festa di Trevi, delle persone; in cui tutti partecipino e si divertano, riscoprendo e imparando, non solo usanze di un tempo, ma i sentimenti e le sensazioni di un tempo lontano ma ancora così vicino e presente nella realtà trevana.

Un evento articolato che comprenda in esso varie tipologie di manifestazioni per venire incontro a più persone, con l’intento primo di DIVERTIRSI e DIVERTIRE. Un momento di gioia, conoscenza e curiosità da condividere fra gli organizzatori- partecipanti e con chiunque in quelle giornate verrà a Trevi.

·        Con il patrocinio del: Comune di Trevi - Regione Umbria - Provincia di Perugia

 ·        Con la collaborazione di : Istituto comprensivo “T.Valenti” di Trevi, Scuola comunale di Danza, Ristoratori di Trevi, Commercianti di Trevi, le ospiti dell’“Istituto Mons. P. Bonilli”

 ·        Con la partecipazione di: Gianluca Foresi attore “Giullar Cortese”, Ensemble vocale “Kamenes in Canto” Gruppo di saltimbanchi, giocolieri, trampolieri.

 

Il riso nel medioevo

Nella vita dell’uomo medioevale un ruolo fondamentale era riservto ai divertimenti di tipo casrnevalesco, alle azioni ed i riti connessi.

La festa dei folli (festa stultorum), la festa dell’asino ed il carnevale rappresentano solo alcune forme burlesche, nelle quali venivano compiute svariate azioni comiche sulla pubblica piazza.

Bachtin introduce nell’opera “l’opera di Rabelais e la cultura popolare”. “Riso, carnevale e festa nella tradizione medioevale e rinascimentale” il concetto della coesistenza, nel Medioevo, di due mondi: uno ufficiale e serio, l’altro nel quale i valori ed i rapporti precostituiti risultavano sospesi o ribaltati. Ovvero, l’uomo medioevale partecipava a due mondi diversi, ma non per questo inconciliabili: vi era una dimensione “normale” nella quale l’uomo era sottoposto a determinate regole ed a un determinato ordine di valori, mentre in alcuni momenti particolari, partecipava a celebrazioni di tipo carnevalesco, che a volte duravano anche intere settimane, nelle quali veniva ribaltata la realtà canonica e si viveva in un “mondo alla rovescia”

In queste circostanze vi era l’abolizione di tutti i rapporti gerarchici e si costituiva un nuovo rapporto tra gli uomini: il senso di estraneità con gli altri spariva e l’uomo ritornava ad essere se stesso, un essere umano fra gli esseri umani. Durante queste feste un elemento fondamentale era il ribaltamento delle gerarchie esistenti ed uno degli artifici usati a tal fine era l’elezione di re e regine per burla che “mantenevano la propria carica” per tutto il tempo della festa.

Nel carnevale tutti partecipavano alla festa, non vi era un palco che separava il pubblico dagli attori poiché era un’esperienza che doveva essere vissuta da tutti. Il momento carnevalesco era una fase necessaria affinché vi fosse una rinascita di tutto il mondo e, quindi, di tutti i partecipanti.

Bachtin individua tre caratteristiche fondamentali del riso medioevale:

à               era riso di festa;

à               era universale poiché tutti vi partecipavano e ridevano;

à               era ambivalente, conteneva in sé caratteristiche che lo rendevano gioioso ed allo stesso tempo beffardo, venivano affermate le cose che poi erano immediatamente smentite.

Il riso della festa era diretto verso coloro che partecipavano e quindi ridevano anche di se stessi. 

“Una parte del mondo si travestirà per ingannare l’altra, ed esse correranno per le strade come folli e fuor di senno; non si vide mai un tal disordine nella natura”. Rabelais

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Progetto, organizzazione e realizzazione:

Ente Palio dei Terzieri
Pro Trevi
Comune di Trevi
Sistema Museo
Ideatrice e coordinatrice: Corinna Angelucci  Tel. 339.365.22.28

e-mail: carnevalemedievale@yahoo.it

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Aggiornamento: 27 aprile 2017.