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Altavilla Palini 

 

La Critica

 

Acqua, farina e calore formano la cosa più schietta e fondamentale per il nutrimento dell'uomo.

Nella metà degli anni '60 all'Istituto d'Arte di Spoleto, tra tanti studenti mi si profilò subito una figura di ragazza piena di entusiasmo e la frenesia di conoscere.
Presto dedicò tutta se stessa nella ricerca e si appropriò dei mezzi che le permisero di esprimere la sua sensibilità e le sue doti intuitive.
Avendo mantenuto i contatti con lei e avendola seguita tutti questi anni, posso dire che nella pittura di Altavilla Palini è maturata la capacità di penetrare il vero con la sua vivace pennellata dalla quale trapela la gioia di vivere.

La sua pittura è fresca come l'acqua, veloce senza ripensamenti come il fuoco, fragrante come il pane

Marcello Rossetti
Titolare della Scuola di Scenografia
all'Accademia delle Belle Arti di Roma

Altavilla Palini - Natura morta con cavolfiore - 1996 Acquarello
Altavilla Palini - Natura morta con cavolfiore - 1996 Acquarello, cm 76 x 56

 

Dove le erbe si cullano spinte dal vento sereno

L'impianto compositivo dei suoi acquarelli manifesta chiaramente utili ascendenze accademiche.
Non è l'esito del pressapochismo; è la semplice risultanza di un impegno serio, rigoroso e continuato.
La sua ricerca formale e la stessa scelta dell'acquarello non sono l'approdo ad una  deriva elementare; è proprio il contrario.
Con pazienza, con dedizione, con passione, con sacrificio Altavilla Palini ha affinato la sua tecnica per ottenere risultanze effettuali di particolare fascino.
Molti critici umbri si sono interessati al suo fare pittura.
Sovente hanno rilevato e sottolineato una cifra pittorica originale da cui insorge spontanea e fluida un'atmosfera poetica tanto cara ai cuori sensibili.
Non di rado le sue tavolozze visualizzano, con pennellate essenziali, decise chiare, senza pasticci, il morbido paesaggio trevano, spellano,  e assisano, geometrizzato da ordinari filari di argentei ulivi, interrotti da arruffati cespugli e/o siepi di spontanee ginestre, colte nell'esplosione di giallo screziato dal rosso di manti distesi di papaveri.
Spesso questi tappeti di giallo-rosso-verde sono fissati in una dinamica di movimento laddove si ha l'impressione che le erbe si cullino, spinte dal vento sereno, in una sorta di ninna nanna, or qua or là.
Non è enfatico o pretestuoso sostenere che la Palini è da considerarsi la pittrice del vento.

Altavilla Palini - Campo di papaveri 1997
Altavilla Palini - Campo di papaveri 1997- acquarello cm 76 x 56

È una figurazione che senza indulgere all'iconografia fotografica formalizza le dolci colline umbre, punteggiate da permanenze architettoniche di memoria medievale che si inerpicano sugli "ermi" colli a mostrare i segni vetusti di una gloria che ieri ci illuse, oggi ci illude.
Si tratta di un paesaggio, quello che la Palini corporeizza, che concorre a determinare quella qualità della vita che tante Università americane considerano unica al mondo.
Con eguale e tenera distribuzione cromatica (lungi da ogni violenza coloristica) la pittrice impreziosisce le sue armoniose composizioni floreali e le sue nature morte colte più per offrire ed offrirsi in dimensione estetica, piuttosto che restituire un fotogramma reale.
È una pittura solare e gioiosa, senza sbavature, senza incertezze.
È la natura umbra che si fa poesia per il tramite della pittura.

Giovanni Zavarella

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 Altavilla Palini

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Aggiornamento: 21 luglio 2016.