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Don Eugenio Venturini

 

Parrocchia di Santa Croce in Trevi. Memorie

 

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CAPO 13°  -   LEGATI DI MESSE NELLA CHIESA PARROCCHIALE
DI S. CROCE

 

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Nota:Tra parentesi acute < > è riportato il numero della carta (foglio). Eventuali parole divise tra due pagine sono state trascritte per intero nella pagina che precede.

 

Il testo in colore, tra parentesi quadre  [   ] è stato aggiunto all'atto della trascrizione

 

 
 

I legati di Messe, che qui si hanno, e pel numero e per la moltiplicità formano una materia grave e interessante. Credo che si avrà dificoltà di trovare altra parrocchia di piccol grado quale è questa, che abbia tanti legati e di tante diverse appartenenze. R troppo dunque necessario il farne qui una chiara e distinta esposizione. A tal'uopo la distribuisco nelle quattro categorie seguenti.

 

68°

1ª  - LEGATI DEL PRIORATO

Ad onere esclusivo del priorato sono due legati.

  1. Legato di Anna del q.m Paolo da Parrano.
    Nella Tabella dei Legati di questa chiesa si dice che il 20 Gennajo 1695 a rogito di Francesco Celli venne istituito questo legato a favore del Priorato colla cessione di una casa di dieci vani, e un orticello con grotta, sito nella Piaggia, per abitazione parrocchiale. Tal casa non può essere altra che quella attualmente ancora posseduta dal priorato, posta in cottiguo al primo cavalcavia a destra di chi viene dalla piazzetta di S. Croce; casa oggi dimidiata per la vendita che ne fece sciaguratamente, di una parte, il Priore Scaringi, ridotta a soli quattro vani. Fatta in questo nostro disordinato archivio notarile una lunga ricerca dell'atto Celli,
    <98v>
    non fu possibile rinvenire il suo volume del 1695.
    Inoltre nella stessa Tabella si dice che con atto del 28 Marzo 1733 di Lorenzo Petrucci, l'erede di Anna, Giuseppe Andreangeli fece consegna della casa al Priorato. Ora l'atto citato dal Petrucci, da me riscontrato nell'archivio, porta tutt'altro: una permuta da lui fatta di una casa composta di due stanze e una cantina in Piaggia col Priore Antonini, che gli cedeva una casa del Priorato posta nella Costarella di S. Costanzo. Tanto è vero che il redattore della Tabella credeva esso stesso di sbagliare che appellava all'archivio parrocchiale per meglio sapere. E perché non si compiacque di consultare esso medesimo l'archivio, che lo aveva in pronto, e così faceva una registrazione esatta di questo legato? I nostri antenati imbroglioni e incuranti, e, come suol dirsi, alla Carlona!(1) [Nota a pié pagina] (1).Il num. di Messe del Legato è di 30 all'anno ad libitum.

     

  2. Nell'ottava della festa di S.ta Maria Maddalena - non saprei affermare in modo determinato l'origine di questa istituzione, che neppure porta il titolo di legato. tale origine deve stare certamente nel monastero di S.ta Maria Maddalena che restò unito a quello di Sª Croce. Del resto, quest'onere dell'orfanotrofio di S.Bartolomeo, come tutti gli altri legati da esso ereditati dal monastero di S.Croce, sembrava che dovesse andare a carico di quello. Non dimeno il decreto di Visista di Monsignor Canali, il 20 Maggio 1816, lo addossò al Priorato, [e credo che: canc.] e così fesesi per la ragione che, siccome nella divisione del legato di S. Croce la parte maggiore fu assegnata ad Esso; così si volle in
    <99> qualche modo minorare lo squilibrio.
    Il numero di Messe di questa istituzione è di dieci ad anno da celebrarsi in S. Croce nella Ottava della Santa. Tal onere fu perciò imposto al Priorato a titolo di un annuo Canone.

 

 

2ª - LEGATI DELLE CAPPELLENIE

Questi si suddividono in due categorie - Delle Distinte Beneficiarie e della Massa Comune -

Le Distinte Beneficiarie hanno quattro legati del numero complessivo di Messe 83, i quali stanno a carico comune dei quattro Cappellani, ciascuno per la quarta parte del detto numero. Questi furono istituiti da Crispoldo Cini a rogito di Francesco Renzi dell'11 Marzo 1644; rogito che si rinviene in questo archivio, ma di cui è stata impossibile la lettura non solo a me di cattiva, però anche ad altri di ottima forza visiva. Tanta ne è l'alterazione subita dal carattere e soprattutto il disfacimento della carta, bucherellata. I legati furono stabiliti dal Cini da soddisfarsi nella chiesa di S. Antonio da Padova, che in quel tempo era in possesso della piccola famiglia religiosa dei Francescani del Terz'Ordine. Soppressa questa nel 1636 e devoluti i suoi beni alla Congregazione Filippina allora nascente, e dipoi soppressa egualmente anche questa; gli stessi beni furono attribuiti alla Parrocchia di S. Fabiano per la istituzione di quattro Cappellani. Così i quattro legati si compenetrarono colla erezione istessa delle Cappellenie. Di tali legati, ecco la specifica.
 <99v>

Il 1º di Messe Cinquantadue da celebrarsi in ogni sabato dell'anno

Il 2º di Messe Venticinque ad libitum.

Il 3º di Messe Tre nel giorno di S.Antonio

Il 4º di Messe Tre nell'altro di S.Carlo Borromeo.
 

I Legati della Massa Comune, d'istituzione posteriore ai sopraddeti, sono due

 

LEGATO NATILI - Antonio-Emiliano Natili nel suo testamento, che per mancanza di dati necessari è rimasto per me irreperibile, tra i suoi legati, uno ne fece a favore dei Cappellani dei S.ti Fabiano e Filippo, col quale lasciava ai medesimi la somma di scudi romani Trecento pari a £ 1596, da collocarsi a credito fruttiferi, ossia in Censi, come poteva farsi unicamente in quei tempi. Di questo legato ho potuto trovare soltanto l'atto di accettazione fattone dai Cappellani per rogito di Giuseppe Mattioli notajo e cancelliere del Vicario Foraneo in data 6 Ottobre 1766

 

LEGATO DI CRISPOLDA FANTI - Costei, sorella di don Filippo Fanti, fece un legato, col suo testamento per gli atti del notaro Mascitelli, col quale impose ai Cappellani la celebrazione annua di Messe sedici, per sé e suoi antenati. Di questo testamento si è potuto unicamente trovare la dichiarazione dello stesso Mascitelli di averlo ricevuto in consegna, e nulla più; ma il testamento istesso è stato irreperibile; e tal dichiarazione di consegna, se ben ricordo, mi sembra dell'ottobre 1788, la quale data starebbe in opposizione alla Tabella, la quale attribuisce
<100> il testamento all'ottobre 1789.

Per l'imposizione di quest'obbligo, accettato dai Cappellani nel Giugno 1791, quale capitale legò la Crispolda?.... Che sappia io, nessuno; o almeno nulla apparisce. Opino peraltro che la cosa sia andata come ora sono per dire.

Don Filippo nel suo testamento, lasciando usufruttuaria la sorella, le aveva peraltro dato la facoltà di alienare, in caso di bisogno, la terza parte della proprietà. Probabilmente ella non si prevalse di tal dritto, e trasmise agli eredi Cappellani tutto l'intero asse. Questa sua benefica astensione le dovette in animo d'imporre tal'onere ai Cappellani, i quali non dovettero mostrare reluttanza per un sentimento di equità e riconoscenza al doppio beneficio, e quello della Crispolda che aveva dato ciò che avrebbe potuto far suo, e quello di don Filippo che aveva donato un capitale non piccolo, quanto ne aveva, senza esigere qualche contracambio, anzi escludendolo espressamente. Qui di dirà - ma Crispolda soltanto dal bisogno sarebbe potuta essere facoltizzata - Si: ma quanto sarebbe stato difficile per lei il crearsi un bisogno, quando l'avesse voluto?

____________________________________

 

 
Tutti i Legati seguenti debbono soddisfarsi nella Chiesa di S.ta Croce; ma non stanno a carico, come gli esposti disopra, del Priore e dei Cappellani, bensì di altri diversi, come appresso.


<100v>

70°

LEGATI INCOMBENTI
ALLA CONGREGAZIONE DI CARITA' DI TREVI

_____________________

IL PRELEGATO COSTA

Don Antonio Costa, con atto di Francesco Celli del 24 Gennajo 1650 faceva un Prelegato, che credo fosse così chiamato, perché fatto innanzi al testamento, il quale seguì il 22 Dicembre istesso anno e notaro. Con questo il pio Benefattore lasciava alla sua Congregazione Filippina un capitale di scudi 1500 pari a £ 1596, tutto costituito in un gran numero di Censi. E questo imponeva alla medesima la Messa quotidiana e un Dotalizio.

La Messa quotidiana - Il Costa, nella sua casa già da lui convertita nella chiesa di S. Filippo, e nella quale la Congregazione aveva trasferito la sede, col Prelegato istituiva, coll'assegno annuo di scudi Venti a ciascuno degl'investiti, due Cappellenie, coll'obbligo della celebrazione della Messa quotidiana, a suo suffragio, a settimane alternate; e della medesima conferiva il patronato attivo, solidariamente, ai Priore della Comunità di Trevi e alla Compagnia del SS.mo Sagramento. Di più stabiliva che, in compenso del servizio prestato dalla Chiesa per la detta celebrazione, si dovesse alla medesima il compenso annuo di scudi Venti, e all'amministratore del Prelegato la retribuzione di scudi cinque ad anno.
<101>  Ad istanza del Priore e dei Cappellani, con rescritto della R.nda Fabbrica di S.Pietro del 28 Luglio 1816 il numero delle Messe venne ridotto a duecento per un triennio [duecento ogni anno per un periodo di tre anni]. Con altro rescritto della Congregazione del Concilio, 18 Marzo 120, ad istanza dei sopraddetti, si concedeva che la riduzione fosse stabilita da valere in perpetuo, delegando a tale effetto l'Ordianrio Diocesano Mons. Canali, il quale con atto 12 Aprile 1820 determinava il numero delle Messe a Duecento Otto ad anno, cioè quattro alla settimana, da celebrarsi nei giorni ad libitum, purché la Messa non si ammettesse mai nei giorni festivi, sia precettivi sia soppressi.

Il Dotalizio - L'esito annuale della spesa per le lemosine della Messa quotidiana ammontava a scudi 65. Restava perciò un sopravanzo sul reddito degl'interessi derivante dai Censi. Il Costa ordinava che quest'annuo sopravanzo dallo amministratore si dovesse accumulare finché giunto alla somma di scudi cinquanta venisse erogato in una dote ad una giovane dei tre villaggi - Ponze, Manciano, Coste - Scelta dalla Congregazione fra le postulanti.

Soppressa la Congregazione, il Prelegato passò interamente ai Cappellani de Ss. Fabiano e Filippo, e ultimamente fu a questi totalmente strappato dalla prepotenza del Presidente della Congregazione di Carità, Luigi Bartolini, di cui, nel momento che scrivo queste parole, mi vien data la notizia della morte [23 luglio 1902], da un'ora fa, dopo brevissima e violenta malattia.

 

 <101v>

I LEGATI DELL'ORFANOTROFIO DI S. BARTOLOMEO

 

Il monastero di S.Croce aveva otto legati di messe da soddisfare annualmente a pro dei benefattori, i quali coi lasciti fatti a favore d'esso avevano cresciuto i suoi possedimenti. Operata dal governo francese la soppressione del monastero, che venne eseguita il 10 Giugno 1810 e non più riprestinato, come gli altri due, nella restaurazione del Pontificio, perché la maggior parte dei suoi beni venduta dal demanio francese; questi della Congregazione della Riforma, col rescritto del 13 Gennajo 1816 vennero conceduti all'orfanotrofio di S. Bartolomeo, e con essi furono addossati al medesimo gli annessi legati, come per rogito del notaro trevano Girolamo Mosconi del 31 Luglio 1816. In appresso, ceduta la chiesa di Santacroce a parrocchiale col decreto di Visita di Mons. Canali del 18 Magio 1820, la celebrazione delle Messe fu imposta alla sagrestia di S.Croce, e per essa ai suoi amministratori il Priore e i Cappellani, restando però sempre a carico dell'Orfanotrofio il pagamento delle relative lemosine in ragione di bajocchi 17 e ½ di ciascuna; con questo però che bajocchi 15 restassero al Celebrante, e bajocchi 2 e ½ andassero alla sagrestia in compenso del consumo di cera ed altro.

Questi legati nella loro origine avevano un numero di messe maggiore del presente. In appresso, colla diminuzione del capitale che ne formava il substrato, subirono una proporzionata riduzione. qui però non istarò ad occuparmi di tal passaggio, poiché si tratta di cosa che non
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riguarda direttamente la paarrocchia, ma sibene lo orfanotrofio. E quindi li espongo tali quali li abbiamo trovati.

 

LEGATO 1° - Istituito dal Card: Ermi[ni]o Valenti. Questo Eminentissimo, da Clemente VIII elevato alla Porpora, da Paolo V creato Vescovo di Faenza, illustrato dagli elogi di più scrittori, tumolato alle Lagrime con uno splendito monumento erettogli dai nepoti per madre ed eredi, i Benenati (ossia Bennati) di Montefalco; fu benemerito del monastero di Santacroce con un lascito che dovette essere ben rilevante, avendogli annesso un legato di Messe 156 ad anno. E questa benemerenza resta ancora confermata dallo stemma in pietra, ancora esistente, che dalle monache fu sovrapposto a di Lui onore e riconoscenza alla porta del quartierino dell'Abbadessato.

 

LEGATO 2° - Di Domenico Canuti, onerato di Messe diciassette ad anno, ad libitum.

 

LEGATO 3° - Di Giovannoni, per Messe quattro ad anno, ad libitum

 

LEGATO 4° - di Appolloni - Messe trenta ad anno in giorno di sabato. Di più una Messa cantata nel giorno di S.ta Appollonia.

 

LEGATO 5° - di Poli - Messe ventiquattro da celebrarsi due ogni mese in giorni ad libitum.

 
<102v>

LEGATO 6° - di Teresa Simonetti - Messe cinquantadue per istituzione, in tutti i Sabati dell'anno, e poi trasportate alle domeniche. Di più un'altra Messa nella festa dell'Annunziazione della B.ta Vergine.

 

LEGATO 7° - di don Antonio Bravi - Messe tre da celebrarsi il giorno 1mo di Settembre, anniversario della morte della sua sorella Suor Maria celeste, già monaca di Santacroce.

 

8° - questo non sembra un legato, ma una pia istituzione o consuetudine del monastero di S. Croce per la festa del titolare della sua Chiesa, il 3 Maggio, Invenzione di S.ta Croce - Messe undici, delle quali una cantata.
 

Il monastero aveva ancora un'altra istituzione di Messe per la festa di S.ta Maria Maddalena. Però la soddisfazione di queste, nella divisione dell'ex monastero per equilibrare le parti, fu addossato alla parrocchia, come già si è detto al Nº 68

In ordine a questi legati giova tener presente le due obbligazioni speciali.

1º la Messa cantata nel giorno di S.ta Appollonia e dell'Invenzione della Croce.

2º le messe festive del legato Simonetti - Di queste, 52, per istituzione stabile al sabato, con rescritto della Congregazione del Concilio, 10 Settembre 1800 per comodo delle monache furono trasferite alla Domenica. Di poi col decreto di visita di mons: Canali furono mantenute per questo istesso
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giorno, per comodo del popolo della Parrocchia, e da dirsi non prima di un'ora o al più due innanzi al mezzogiorno, sotto la comminazione della puntatura di bajocchi dieci, pari a centesimi 53, a favore della Sagrestia.
Oltre i sopradescritti legati sonovi altri a carico di due particolari famiglie, coi quali è stato acconciamento provveduto a tre delle Feste principali della Chiesa di S. Croce, come appresso
 

71°

 LEGATI VALENTINI

 

Legato I. - Benedetta Manzueti conjugata in casa Valentini, non pochi anni innanzi alla morte e sotto il cessato governo, ordinava il suo testamento, fra le di cui disposizioni istituiva un Legato di Messe dieci ad anno da celebrarsi a proprio suffragio in S. Croce nella festa di S.Fabiano, 20 Gennaro - Morta il 20 Gennaro del 1868 don Valentino Calentini nel 1871 dié principio all'adempimento del legato, e così dipoi fino a tutto il 1902 - Il pio legato peraltro per il codice civile 1865 del nuovo governo, che invalida le disposizioni a scopo religioso, fu considerato illegale e gli eredi legittimi della famiglia paterna di lei, morta senza prole, si attribuirono la porzione ereditaria, corrispondente al capitale prodottivo della rendita da impiegarsi nella soddisfazione del legato - Fatte queste considerazioni dopo il 1902, i Sigg.ri Valentini, benché in bona coscienza credettero di non esser punto tenuti, pure stabilirono di mantenere in parte il legato, risolvendo di dare per questo lire dieci ogni anno per la celebrazione di detto giorno di S. Fabiano di quel numero di Messe che venissero contenute nella menzionata somma.
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Legato II. Di Messe quindici da celebrarsi in perpetuo nella festa di S.Filippo Neri, 26 Maggio, istituito da don Isidoro Valentini già Cappellano di questa Chiesa, per gli atti del notaro trevano Pasquale Martelli del 7 Marzo 1836.
 

LEGATI TABARRINI - VALENTINI

 

Legato di Messe quindici per la festa del Sacro Cuore di Gesù nel giovedì dopo la quinquagesima, istituito da Caterina Tabarrini erede mediata di Angelo Natili col suo testamento in modo fiduciario, e di poi dal di Lei Erede, Isidoro Valentini, messo in esecuzione. Di questo legato vi sarà da dire, ma ora non si può, perché la fiducia non è stata fin quì formalmente spiegata. La onde di ciò rilascio il compito al mio successore.
In ultimo si annota che il legato, già da non prossima data fondato da un Natili nella Chiesa di S. Stefano, che era di proprietà della famiglia, per tutte le feste mobili dell'anno, e che ora incombe al nominato Erede, Isidoro; questo pure verrà ai Cappellani di S. Croce. Anche di questo al mio successore il compito, a cui rilascio il seguente spazio proporzionato.
 
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<104v>

 

Fatta questa non breve esposizione credo cosa acconcia il raccoglierli in un gruppo, presentandoli tutti e ciascuno sotto in un colpo d'occhio in un prospetto. a questo però debbo premettere un'avvertenza.

Fondato sulla ragione dell'aumento attuale della elemosina sinodale, dai 19, ai 25 soldi, come già si ebbe detto nel numero 70 di questo capo, il 27 Maggio 1889 si ebbe un Rescritto della Curia Vescovile per una riduzione del numero delle Messe sui legati incombenti alla Congregazione di Carità - il prelegato Costa e i legati dell'Orfanotrofio di S. Bartolomeo - Tale riduzione però è meramente ecclesiastica e di coscienza, a favore dei celebranti, senza veruna intervenzione della stessa Congregazione, anzi essa insciente, e della quale deve prudentemente tenersi ignara, perché non ne prenda appiglio, benché ingiusto, di ridurre la lemosina sull'antica base dei quindici soldi. Lo che facilmente sarebbe, perché di mal cuore mantiene l'osservanza dei legati. In seguito di ciò divido il prospetto in due finghe, delle quali, nella 1ª annoto per ciascun legato il numero delle Messe, quale si aveva prima della riduzione del 1889, e come tuttora vale per la Congregazione; nell'altra, il numero ridotto. E così la 1ª servirà per la Nota di celebrazione eseguita da presentarsi alla Congregazione in fine di ogni anno per esigere l'importo consueto dalle lemosine; la 2ª serve ai Cappellani per la applicazione che in realtà annualmente debbono fare.
 
<105>

PROSPETTO DEI LEGATI INCOMBENTI ALLA CONG.e DI CARITA'
 

Titolo dei Legati

Numero primiero
 delle Messe

  Numero ridotto

Prelegato Costa

 

208

 

 148

 

Legati dell'Orfanotrofio

 

 

Valenti

52

34

Appolloni

31

21

Poli

24

17

Simonetti

53

35

Canuti

17

13

Giovannoni

  4

  2

Bravi

  3

  2

Invenzione della Sª Croce

11

  8

 

Numeri totali

 

185

132


 

 

Altrettanto poi per gli altri legati della Massa Comune e del Priorato, sopra dei quali ora è stata ottenuta una simile riduzione per la stessa ragione dell'avvenuto aumento d'elemosina. Ma di questi fo la distinzione del numero unicamente per una memoria, poiché di essi si deve render conto alla sola Autorità ecclesiastica, dalla quale è emanata la riduzione, con rescritto del 30 7bre 1902 pel legato di Anna q.m Paolo ad onere del Priorato; e dello stesso 30 7bre 1902 pel legato Natili.


<105v>Per gli altri due legati non è stata richiesta riduzione. L'uno di Sª Maria Maddalena era già a carico del monastero di Santacroce, e si riferisce probabilmente alla fusione dei due monasteri. L'altro, di Fanti, ha rapporto al lascito niente tenue di questo generoso benefattore e già Cappellano esso stesso.
Non ommetto poi di avvertire che tutte le anzidette riduzioni sono date a valere in perpetuo.
Ecco dunque questo secondo

 

PROSPETTO DEI LEGATI DEL PRIORATO
 

Anna q.m Paolo da Parrano 30 10
S.ta Maria Maddalena 10 10
 

E DEI LEGATI DELLA MASSA COMUNE
 

Natili 30 10
Fanti 16 16

 

 

A completare la incominciata rassegna dei legati, per gli altri rimanenti, aggiungo qui benché sopra di questi non sia stata chiesta veruna riduzione, un terzo

 

<106>


Prospetto dei legati delle Distinte delle Cappelle

 

Cini -Legato 1° 52 nei sabati dell'anno
   "    -Legato 2° 25 ad libitum
   "    -Legato 3° 3 nel dì  di S. Antonio da Padova
   "    -Legato 4°
 
3
                 
nel dì di S. Carlo Borromeo
 
  83  

 

 

Tutti e quattro da soddisfarsi nella chiesa di S. Antonio, a differenza di quelli della Congregazione e dell'altro di Sª Maria Maddalena spettante al Priorato, destinati per la Chiesa di Santacroce.

 

In fine, ecco a un altro colpo d'occhio il complessivo


Pei Cappellani

 

di Costa Nº 148

e dell'Orfanotrofio 132

= 280

della Massa Comune 26

e della distinta 83

= 109

 

 

Nell'insieme

   

    389

 

Pel Priorato

      20

 

In totalità

    409

 

 

Tale è il numero di tutte le Messe nella verità [?] ecclesiastica; ma nei legati ad onere della Congregazione
 <106v>


  - per Costa, n° 204, per l'Orfanotrofio, 195 - dal 280 assorge al 403, pel discarico da presentarsi in fine d'anno alla stessa Congregazione.

 

L'applicazione delle Messe di ogni singolo dei legati da soddisfarsi dai Cappellani si distribuisce a porzioni uguali tra di loro, come altresì la relativa elemosina dovuta dalla Congregazione.

Nel caso poi che alcuno dei Cappellani si trovasse in assenza permanente dal luogo, e che perciò non funzionasse nella Chiesa; esso, come perde ogni diritto alla distribuzione annua della Massa Comune, così resta anche esonerato dall'applicazione pei due legati della stessa Massa - Natili e Fanti - Gli resta però sempre l'obbligo della sua quota di applicazione sui quattro legati Cini, che sono annessi alla distinta della Cappella, dalla quale, per l'assenza, non perde l'investitura e il reddito.

E qui per maggior comodità credo bene aggiungere l'annotazione dell'importo delle elemosine da versarsi annualmente alla Congregazione di C.tà

 

 

Pel Prelegato Costa £ 186,20
Pei legati dell'Orfanotrofio
 
" 179,68
                

  In tutto
 

£
 
365,88
Delle elemosine dell'Orfanotrofio e da dedursi il rilascio a favore della sagrestia
 
"
23,93

                 
Resta in netto della medesima per i Cappellani per   341,85

 

Il quale dividesi tra i Cappellani celebranti ad eguali porzioni


<107>
<108>


[Grafia Bonaca]

Nel 1941 la R.ma Curia di Spoleto affrancò dall'Ente Comunale di Assistenza, già Congregazione di Carità, gli oneri dei Pii Legati.
Per la Parrocchia di S. Croce furono affrancati questi oneri: Orfanotrofio di S. Bartolomeo: Messe 133 nella Chiesa di S. Croce
Capitale versato £ 3.593,60                                            Rendita annua £.177,88
Onere di due libbre di cera per la Chiesa di Piaggia,
S.Fabiano - Capitale versato £.26                                    Rendita annua £.    1,30
Prelegato Costa: Messe da celebrarsi dai Cappellani di S.
Croce nella Chiesa di S.Filippo Capitale versato £.3.724. Rendita annua £.186,20
Onere di cera, servizio, ecc. in detta chiesa
Capiatle versato £.2.660                                                  Rendita annua £.133,00
 

                                                                                                   Totale £.498,38


 Il capitale è stato depositato nella Cassa Ecclesiastica, presso la quale bisogna ogni anno ritirare le £.498,38.

 

 

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