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TORRIONE CIRCOLARE

 

Ci troviamo sulla seconda cerchia di mura. Costruito nel XIII secolo è stato riempito alla fine del XIX. Da qui potete godere di un bel panorama che vi permette di vedere, di fronte, il convento di San Martino, e partendo dalla vostra destra, il monte Serano, il Monte Brunettte ed il Subasio. Ai piedi di quest'ultimo si estende Foligno e quindi Spello, Assisi, Bastia e Ponte S.Giovanni.Alla vostra sinistra, su di un colle, vedete Montefalco e alla sua destra, se il cielo è terso, potreste vedere Perugia.

 Il torrione prossimo, sulla sinistra, di forma triangolare, è chiamato "il Torrione della Neve". Il poter disporre di ghiaccio tutto l'anno era, anticamente, un problema che i trevani risolsero utilizzando quel torrione esposto com'è tutto verso nord. Quando nevicava lo riempivano di neve intervallandola con strati di paglia, foglie secche e fascine, cosicché anche d'estate i nostri antenati potevano disporre di ghiaccio utile, non soltanto per far gelati, ma soprattutto - e ciò interessava il Comune - per gli ammalati. Se vi girate, verso il paese potete vedere il monumento agli ex allievi del Collegio Lucarini caduti nella prima guerra mondiale. Antiche consuetudini - Per povere ed oneste fanciulle, anticamente, era piuttosto difficile trovare marito. Se, poi, non disponevano neanche d’un briciolo di dote il matrimonio restava il sogno di tutta una vita. Testimonianza di ciò la danno la moltitudine di dotalizi che le tante confraternite elargivano alle richiedenti. Un modo per facilitare i matrimoni lo offriva anche un’antica usanza pagana che si praticava a Trevi le notti delle vigilie di S. Ambrogio (7 Dicembre) e S. Giovanni (24 Giugno).

 Prima che il terzodecimo Pastore
 la cura avesse delle pecorelle
di Pietro, andar solean con lor zitelle
le trevan donne e con divoto core

processionalmente alla chiesa di Pietrarossa. Conoscendo questa consuetudine accadeva che quella moltitudine di genti bandite dalle varie città del contado, e quindi vacanti per la campagna, si appostassero lungo il percorso cosicché in tale occasione

la gioventù havea comoditade
di appostar chi voleva per consorte

. . . e sicuramente accadeva che qualche buon esperimento facilitasse, per qualcuna, l’approdo al matrimonio. Questa usanza s’interruppe nel 1572 allorquando Ugo Boncompagni, che da canonico di Sant’Emiliano l’aveva fieramente combattuta, divenne Papa col nome di Gregorio XIII (il Papa riformatore del calendario). Questa singolare processione usciva dalla porta dei Cancelli, qui sotto verso est, per arrivare alla chiesa di Pietrarossa che si trova oltre la Flaminia in prossimità di quell’agglomerato di capannoni industriali. La chiesa di S. Maria di Pietrarossa meriterebbe una visita.

(Alberto Barbini 1989-2008)


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