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Durastante Natalucci      

Storico (1687 - 1772)

 

Vedi: Ritratto a olio in casa Natalucci


(Da un articolo di Tommaso Valenti sul periodico La Torre di Trevi del 1899 ripreso in Curiosità Storiche Trevane, Foligno, Campitelli, 1922)

 

UNO STORICO DI TREVI

I lettori hanno sentito, fino dalle prime pagine di questo libretto rammentare il nome di Durastante Natalucci. Sono quindi certo di far cosa gradita a loro dando qualche notizia di questo nostro benemerito concittadino, che di Trevi e della sua Storia fu così teneramente innamorato.

I genitori di Durastante furono Giuseppe Natalucci e Maria Piccini. Esso nasce il 17 settembre 1687, di mercoledì, in casa Piccini alle Picciche, frazione del Comune di Trevi, mentre sua madre tornava da Montefalco, dove erasi recata in devoto pellegrinaggio alla tomba della Beata Chiara.

Il neonato si chiamò Durastante, Tommaso, Francesco, Emiliano.

A soli sette anni, per la morte di un suo zio prete, ebbe dal Papa Innocenzo XII il beneficio ecclesiastico del SS. Crocifisso di patronato della famiglia Natalucci. E fu in questa occasione che Durastante fu annoverato tra i chierici, ed ebbe la prima tonsura. Rimase in Trevi fino al 1704, quando fu dai suoi mandato a Spoleto per studiare presso i Padri Gesuiti.

Da Spoleto passò a Roma nel 1709 per gli studi legali.

Esso però non si contentò delle aride speculazioni giuridiche, e volle, seguendo la sua naturale inclinazione, studiare profondamente la storia e le altre scienze affini, aiutato in ciò da Monsignor Cremona Valdieri e da Monsignor Ansaldi. Di lì a non molto, ammalatasi gravemente la madre sua, dové far ritorno in Trevi. E d'allora in poi tuta la sua attività e la sua intelligenza furono completamente assorbite dalle cure domestiche e dagli studi di storia trevana. con una oculata amministrazione aumentò notevolmente il patrimonio di famiglia. il Paese profittò ampiamente dell'opera sua e fu nel 1726 eletto avvocato del comune. In seguito fu anche magistrato del consiglio. E negli anni seguenti coprì anche altre cariche pubbliche non meno importanti. Riordinò l'Archivio comunale e tutti gli altri esistenti in Trevi, sia presso le pubbliche amministrazioni che presso i privati. Con la sua mente illuminata e la saggia prudenza sua, aiutò a risorgere molte famiglie cadute in basso stato. Giunse fino all'età di 60 anni senza ammogliarsi. Ma il 1747 si decise per il matrimonio e si fidanzò con la nobile donna signora Elena di Francesco Ridolfi di Spoleto.

Accadde però che poco dopo la promessa di matrimonio Durastante rimanesse completamente cieco, a cagione, senza dubbio, dall'eccessiva fatica da lui patita nel leggere e nel decifrare le numerose e difficilissime scritture antiche sulle quali è basata la sua Storia di Trevi.

Quindi, per questa sventura sopravvenutagli, voleva esso sciogliersi dall'impegno assunto verso la promessa sposa. Essa però non volle rinunziare alla parola data e fu lieta di diventare la fedele compagna dell'illustre Uomo, che il 21 novembre 1747 la sposava solennemente.

Da questo matrimonio nacquero due figli Giuseppe e Maria, più un altro che morì non appena battezzato.

Durastante, privo della vista, e perciò anche della dolce occupazione dello studio, visse ancora venticinque anni, giacché morì in Trevi il 22 maggio 1772.

Ma un prezioso ricordo di sé lasciò alla sua famiglia ed alla Patria questo infaticabile studioso. Tornato, come ho detto, in Trevi per la malattia della sua mamma, si diede subito alle ricerche storiche cittadine. E il faticoso lavoro continuò per oltre venti anni, giacché compì l'opera sua nel 1744.

Eccone il titolo: Historia universale - dello Stato temporale ed ecclesiastico - di Trevi - anticamente città oggi terra non oscura dell'Umbria - di Durastante Natalucci - Divisa in quattro parti - Contenente la prima la descrizione di essa Trevi - del territorio suo la seconda - la terza il dominio e il governo della medesima - e l'ultima la notizia delli habitatori, degli uomini e delle famiglie - Tomo unico - 1745..1

Il volume, in-8° grande, conta 1233 pagine, di discreta calligrafia e di non difficile lettura [per chi, come l'autore, abbia dimestichezza con le scritture antiche!]. Lascia forse a desiderare sotto l'aspetto letterario, ma è difetto trascurabile.

E' poi degno di particolare ammirazione lo scrupoloso sistema critico da Durastante seguito nella compilazione di quest'opera; in essa, infatti, ogni benché minimo particolare è confermato da documenti. Forse fu talvolta il Natalucci tratto in errore sull'autenticità di qualche fonte storica.

Per raccogliere questi documenti Durastante consultò 9 archivi di Roma; quelli di Spoleto, di Foligno e di Todi; 38 di Trevi - 16 cancellerie di cui 12 fuori Trevi - molte segreterie di città vicine - le scritture delle Università e Balie - quelle delle principali famiglie di Trevi - i protocolli di 68 Notari Trevani e di altrettanti forestieri - e finalmente 240 opere stampate e 54 manoscritte.

E' inutile dopo questo elenco, che io mi perda a dimostrare l'importanza dell'opera del Natalucci, la quale è preziosa perché ci ha conservato la memoria di molti documenti ora distrutti, quali sono quelli dei Monasteri di Bovara, di S. Francesco e della Madonna delle Lagrime, gli archivi dei quali andarono dispersi e quasi completamente distrutti al tempo della demaniazione francese.

Oltre alla Storia di Trevi il Durastante compilò una storia documentata della sua famiglia, e fu parimenti esso che redasse il testo della relazione della visita pastorale di Monsignor Lascaris Vescovo di Spoleto. Questo lavoro che ha servito di base per tutti glia altri dello stesso genere, è anche ora con grande interesse consultato dal Clero della Diocesi spoletina come fonte autorevole di notizie storiche e giuridiche.

E' stato dunque Durastante Natalucci uno dei cittadini più benemeriti che abbia avuto la nostra Trevi. Che se in ogni Città, in ogni Comune sorgesse un suo imitatore, la storia della nostra bella Italia sarebbe fondata definitivamente sulle più solide basi.

Ed io che dell'opera di Durastante mi servo di guida per raccogliere le notizie storiche che vado pubblicando, devo rendere qui pubbliche grazie al cortesissimo signor Giuseppe Natalucci, discendente dell'illustre Uomo, che con squisita bontà ha voluto mettere sempre a mia disposizione il prezioso codice...

 

Famiglia Natalucci                                                            Ritratto a olio di Durastante Natalucci

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Note

1) Il volume è stato pubblicato nel 1985 dall'Associazione Pro trevi.